giovedì 30 giugno 2011

Pyssla

Oggi, al centro estivo di Castelnuovo Calcea, abbiamo sperimentato le perline Pyssla distribuite da Ikea.


Queste perline coloratissime vengono solitamente scambiate per perline per "gioielli", in realtà sono la versione Ikea delle più famose "Hama Beads". Queste perline hanno la particolarità di fondersi a contatto con una fonte di calore come il ferro da stiro e permettono di creare tantissimi oggetti e animali usando la fantasia o i modelli tipo "Punto croce".
L'unica cosa da ricordarsi, se si ha intenzione di usare queste perline, è acquistare anche i supporti per creare i vostri "attacchi d'arte".


Sulla confezione non troverete le istruzioni per fondere le perline tra loro. Io vi riporto la modalità che ho usato io: dopo aver appoggiato alla prima faccia la "velina" contenuta nella confezione ho "stirato" le perline alla massima potenza del ferro per pochi secondi (le perline sembrano colorare la carta velina). Dopo aver aspettato qualche minuto ho ribaltato la creazione e ho stirato il secondo lato frapponendo sempre tra le perline e il ferro la carta (sull'altro lato ho lasciato la prima carta usata). Quando il tutto sarà ritornato ad una temperatura accettabile ho staccato delicatamente la carta e ho lasciato raffreddare all'aria.

giovedì 23 giugno 2011

Flexagono

Oggi vorrei proporvi un'attività che ho scovato qui.

I flexagoni sono delle figure piane di carta che apparentemente possiedono due facce e che invece opportunamente spostate mostrano altre facce nascoste.

Per realizzare un flexagono servono:
  • un foglio formato A4 ridotto ad un quadrato,
  • forbici,
  • colori.
Per le istruzioni vi rimando a questo video esaustivissimo:



Per chi invece vuole costruire un flexagono più complesso (esagonale) ecco un'altro video:


mercoledì 22 giugno 2011

Il cigno nero

Da oggi è in vendita il dvd del film campione d'incassi "Il cigno nero - Black Swan" che vede come protagonista Natalie Portman.
La pellicola, ambientata nel mondo del balletto classico, prende ispirazione dal famoso balletto "Il lago dei cigni" per costruire un thriller drammatico e psicologico.


In realtà il balletto del "Lago dei cigni", musicato da Cajkovskij, debbutò nel 1877 con la coreografia di Reisinger.
Sebbene esistano molte versioni di questo balletto, la maggior parte delle compagnie porta in scena l'allestimento di Petipa e Ivanov creato per il Balletto Imperiale russo nel 1895. In questa occasione la musica originale venne rivisitata da Riccardo Drigo, maesto di cappella dei Teatri Imperiali.
Il libretto, che si basa su un'antica fiaba tedesca, racconta la travagliata storia d'amore tra Siegfried e Odette, trasformata in cigno dal crudele mago Rothbart.



Una giornata di festa termina con una battuta di caccia quando Siegfried vede volare in cielo uno stormo di cigni.


Siegfried invita Odette al ballo di corte in cui sarà chiamato a scegliere la sua sposa ma, in questa occasione, si presenta invece Rothbart con la figlia Odile che ha assunto l'aspetto di Odette grazie ad un sortilegio del padre.


Diversi i finali che le varie compagnie propongono: dall'apoteosi dell'unione di Odette e Siegfired alla morte di uno dei due personaggi principali.

Da questo classico, oltre al "Cigno nero", sono stati tratti alcuni adattamenti.
Molto particolare è la rivisitazione del "Lago dei cigni" e della favola del "Brutto anatroccolo" da parte di due artisti giapponesi che hanno creato, nel 2002, un'anime dal titolo "Princess Tutu".


Per i più piccoli, invece, sono stati prodotti "L'incantesimo del lago" e, soprattutto per le bambine, "Barbie e il lago dei cigni".



Mentre il primo cartone animato si presenta la storia originale, anche se pesantemente rivisitata, il secondo parte da un espediente per raccontare la storia in forma di balletto. Interessante, in questo senso, è la collaborazione con il New York City Ballet e l'utilizzo delle musiche originali.


martedì 21 giugno 2011

Isolotto di Lobos

Mappa di Isola di Lobos

A poco meno di 15 minuti di navigazione da Fuerteventura, l'isolotto di Lobos offre al visitatore una bellezza praticamente intatta grazie al fatto che, fin dal 1968, l'unico abitante di Lobos è stato il guardiano del faro. Prima di questa data, verso la metà del XV secolo, gli abitanti di quest'isola erano ben diversi: una colonia di leoni marini la cui carne alimentò le truppe di Jean de Bethencourt. Ma questi simpatici animali scomparvero molti anni fa, sterminati dalla mano dell'uomo in alcuni casi e fuggendo da questo pericolo in altri.


L'isola dispone di sentieri ben segnalati che conducono a El Puertito (porto di pescatori) e alla spiaggia di La Caleta, famosa per le sue acque cristalline simili a quelle dei Caraibi. L'Oceano, qui, grazie ad un'insenatura naturale si infrange dolcemente sulla sabbia bianca.



Il porto turistico, che permette l'attracco di un'imbarcazione alla volta, si specchia su un tratto di Oceano ricco di pesci.

lunedì 20 giugno 2011

Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte

Nel 2003, Mark Haddon ha pubblicato il suo lavoro più famoso: "Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte".


Come si legge dalla quarta di copertina:

Questo è un giallo diverso da tutti gli altri. L'investigatore è Christopher Boone, ha quindici anni e soffre della sindrome di Asperger, una forma di autismo. Christopher ha un rapporto molto problematico con il mondo. Capisce tutto di matematica e pochissimo di esseri umani. Odia il giallo e il marrone, ama il rosso e detesta essere toccato. Non mangia se cibi diversi entrano in contatto l'uno con l'altro, si arrabbia se i mobili di casa vengono spostati, non riesce a interpretare l'espressione del viso degli altri, non sorride mai.
Christopher non è mai andato più in là del negozio dietro l'angolo, ma quando scopre il cadavere di Wellington, il cane della vicina trafitto da un forcone, capisce di trovarsi davanti a uno di quei misteri che il suo eroe, Sherlock Holmes, era così bravo a risolvere.
E inizia così un viaggio straordinario che gli cambierà la vita.

Questa è stata la mia lettura durante questa settimana di vacanze. In realtà in tre giorni scarsi ho "divorato" le 247 pagine del libro.

Ecco alcune citazioni che mi sono particolarmente piaciute sparse qua e la per le pagine...

"Quelli che vanno nella mia scuola sono stupidi. Solo che non mi è permesso dirlo, anche se è vero. Vogliono che dica che hanno delle difficoltà nell'apprendimento o hanno delle esigenze particolari. Il termine tecnico esatto è Gruppo H. Questa sì che è una cosa stupida, perché tutti hanno dei problemi nell'apprendimento, perché imparare a parlare Francese o capire il principio della Relatività è difficile, ed è altrettanto vero che ognuno ha delle esigenze particolari, come mio padre che deve portarsi dietro delle pillole di dolcificante da mettere dentro il caffè per non ingrassare [...]".

"I cani mi piacciono. Si sa sempre cosa passa nella testa di un cane. I sui stati d'animo sono quattro. Un cane può essere felice, triste, arrabbiato o concentrato".

"La matematica non è come la vita perché nella vita non esistono risposte chiare dirette".

Questo libro permette, ad un normale lettore, di vedere il mondo con un occhio diverso. L'occhio di un ragazzino affetto da un sindrome che compromette le interazioni sociali, stereotipizza gli schemi di comportamento e riduce gli interessi.

Questa sindrome sembra appartenere anche al protagonista di un recente (2008) best seller italiano: "La solitudine dei numeri primi".


Sul grande schermo questa malattia è stata mostrata in grandi successi come: "Rain men - L'uomo della pioggia" e "Codice Mercury".

venerdì 10 giugno 2011

Buone vacanze!



Venerdì del libro: letteratura della disabilità e della diversità

Oggi, per il "Venerdì del libro", vorrei proporre alcuni testi che entrano nel filone della letteratura della diversità e della disabilità. In particolare vorrei proporre testi appartenenti a due "sotto categorie": la letteratura carceraria e la letteratura della disabilità.
La letteratura carceraria si divide in:
  • trattati di criminalistica;
  • autori non criminali e carcerati che scrivono di criminalità;
  • testi scritti da detenuti.
Il testo di poesie che vorrei presentarvi rientra nell'ultimo sottogruppo ed è stato scritto da Alfredo Bonazzi, condannato all'ergastolo nel 1960 per l'uccisione di un tabaccaio a Milano.
"Ergastolo Azzurro", pubblicato nel 1971, è il secondo titolo dell'autore e contiene, tra le altre, questa poesia:

Manicomio giudiziario

(Imbrigliato - ricordi?
tremavi in piena estate
con brividi squillanti
ai polsi, alle caviglie,
negli orologi di canapa ruvida.
Ti erano compagni di quell'orgia
- ma tu dimenticali -
i giorni di buio e raccapriccio
e gli aciduli mattini
sulle labbra spaccate.
Su tutto: un sapore di fiale.)

Grida!
Grida adesso vittoria
se nel tuo giorno verticale
perfida viene ancora
(ma non può farti male, ora
l'ombra di sole
di quel tuo corpo in croce.

Per quanto riguarda la "letteratura della disabilità" vi propongo due testi scritti da due differenti punti di vista.


Questo romanzo, scritto da Giuseppe Pontiggia, pur non essendo autobiografico attinge da fatti personali dell'autore a cui vengono aggiunti episodi fantastici. L'immagine che viene data del figlio disabile è caleidoscopica, non pietistica.
Molto bella la frase da cui poi nasce il titolo del libro che viene fatta pronunciare da un medico:

"Questi bambini nascono due volte. Devono imparare a muoversi in un mondo che la prima nascita ha reso difficile. La seconda dipende da voi."



Da questo libro è stato tratto anche un film del 2004 con Kim Rossi Stuart: "Le chiavi di casa".


"Sirena, mezzo pesante in movimento" di Barbara Garlaschelli, è un testo totalmente autobiografico dove l'autrice racconta, dal momento del suo tuffo mal riuscito in mare, tutto il suo calvario fatto di ospedali italiani e cliniche straniere. Un viaggio alla scoperta di un nuovo sé, limitato nell'uso delle gambe.
La narrazione, sostanzialmente cronologica, è tutta in prima persona con la sola incursione del diario del padre. Il ritmo, dapprima lento, tende a velocizzarsi al ritmo della guarigione lasciando spazio a momenti comici e romantici.