lunedì 13 febbraio 2012

Castelnuovo Belbo: secondo incontro

Oggi, ancora con la classe al completo viste le molte assenze, abbiamo lavorato in modo un po' originale sulle maschere e sul carnevale.

Ai bambini ho raccontato che ci sono paesi in giro per il mondo in cui le maschere fanno parte della quotidianità, ad esempio in Africa vengono usate per propiziare la caccia o per allontanare la mala sorte.


A questo punto ho chiesto ai bambini quali fossero le loro paure e gli ho proposto di costruire una maschera scaccia paure.
In rete ho scaricato una maschera africana totalmente astratta (quella che vedete sopra e che ho trovato qui), ho chiesto ad ogni bambino di scegliere due colori e colorare la maschera solo con quelli. Al termine, come "polverina magica", abbiamo attaccato dei grossi coriandoli.
L'attività è durata circa un'ora e ha visto la partecipazione molto attiva anche dei bambini più piccoli di 3 anni.

La restante mezz'ora è stata dedicata ad un piccolo lavoro con un bambino disabile che non partecipa al laboratorio con gli altri bambini perché impegnato fuori dalla sezione con l'insegnate di sostegno.


Da casa ho portato un grande pezzo di cartone (era parte dell'imballaggio dei pannelli solari) e gli ho proposto di dipingerlo utilizzando invece dei pennelli delle macchinine. Dopo questo primo approccio, necessario in quanto il bambino ha paura di sporcarsi, abbiamo iniziato a colorare insieme usando dei colori a dita.
Abbiamo sperimentato il colore puro e la creazione di colori mischiando diverse tempere.


Con i coriandoli abbiamo poi esercitato un po' la motricità fine: la grande macchia rossa sul cartoncino si è trasformata in un fuoco e il contenitore giallo per la raccolta della carta in una grossa pentola. I coriandoli non erano altro che gli ingredienti per una portentosa pozione magica.
Abbiamo quindi iniziato a prendere ad uno ad uno i coriandoli e li abbiamo buttati in pentola... abbiamo mischiato, agitato la pentola e aspettato che cuocesse... chissà cosa è saltato fuori?

venerdì 10 febbraio 2012

Venerdì del libro: Pasta di drago

Sistemando la mia libreria, in questi giorni, ho ritrovato questo libro che avevo comprato più di 10 anni fa.


"Pasta di drago", di Silvia Gandolfi, racconta il viaggio in Nepal di Andrew, dove incontra un vecchio che gli consegna un barattolo da consegnare alla dea-bambina di Kathmandu. Il barattolo contiene la "Pasta di drago", un portentoso unguento che blocca le persone che se lo spalmano sulla pelle all'età che hanno. Andrew però lo mangia, iniziando a ringiovanire sempre più. Non sapendo più come arrestare il processo il cinquantenne inglese si rivolge alla dea-bambina che lo accompagnerà in un difficile viaggio .

Il libro è molto divertente ed ironico e, ad un'attenta analisi, oltre al tema del viaggio affronta anche il tema della differenza culturale e dell'incapacità che spesso hanno i turisti di comprendere le usanze dei paesi che visitano.

Consiglio la lettura ai bambini dal secondo ciclo delle elementari in poi.

Questo post partecipa al "Venerdì del libro" di homemademamma.

giovedì 9 febbraio 2012

Attività all'aria aperta: Mergozzo

Oggi vorrei proporvi una gita a Mergozzo; paese poco distante da Gravellona Toce; che sembra sospeso nel tempo.
Poco distante dalle più rinomate località turistiche del Lago Maggiore, anche il lago di Mergozzo merita di essere visitato.


La prima chiesa che si incontra in via Roma è la Parrocchiale della beata Vergine Assunta, inaugurata nel 1610.
L'aspetto esterno attuale si deve ai lavori del 1865. Il parroco di allora fece abbattere il precedente porticato e fece eseguire il pronao con quattro colonne e sopra di esse le statue dei quattro Evangelisti. Due delle finestre laterali della facciata furono trasformate in porte e, inoltre, vennero aggiunti i pinnacoli con le statue e gli angioletti. Sulla sommità della facciata a capanna domina la statua della Vergine Assunta.


All'interno vi consiglio di ammirare la "croce di Gerusalemme" (navata di destra) realizzata intarsiando con la madreperla del legno di ulivo e la bellissima statua della Vergine Assunta, arrivata a Mergozzo nel 1875 via lago e realizzata in parte a Intra e in parte a Firenze.


All'esterno della chiesa, sul lato sinistro, si trovano le tredici edicole della Via Crucis datate 1759.


Sul lato del porticato delle cappelle sorge anche la casa del Predicatore Quaresimalista che venne costruita nel 1724. Questa fu sede del Municipio nel 1867, poi di scuole elementari ed oggi è tornata di proprietà della parrocchia.

A metà di via Roma, la via principale, si trova la chiesa romanica di Santa Marta che purtroppo non abbiamo potuto visitare perché momentaneamente chiusa.

Alla fine della via principale spunta il vecchio olmo.
Il vecchio olmo ha quasi cinquecento anni, come è documentato dal quadro della Madonna del Rosario conservato nella parrocchiale e dipinto da Carolus Canis nel 1623, nel quale l’albero viene rappresentato come un giovane virgulto.
Un tempo, al suono della campana maggiore, sotto l’olmo si incontravano i capi famiglia e fino al XVIII secolo il banditore vi affiggeva gli editti. Inoltre chi affittava il diritto di pesca nel lago di Mergozzo era obblicato prima di poter portare altrove il pescato, a venderlo sotto l’olmo per un’ora nei giorni di magra alla popolazione al prezzo prestabilito dal Comune.
Dal 2002 l’olmo di Mergozzo è stato inserito nell’elenco degli alberi monumentali del Piemonte.


Da poco prima dell'olmo parte una bellissima passeggiata pedonale che costeggia parte del lago fino a giungere ad un camping.
Lungo il percorso di incontrano bellissime spiaggette in questa stagione dimenticate dai turisti. Da giugno il lago, infatti, si popola di amanti della barca e del windsurf.


Lungo il percorso si può fare anche una piacevole sorpresa: il lago è abitato da una piccola colonia di oche (noi ne abbiamo viste quattro) di cui si ignora la provenienza ma che sembrano essere molto popolari, visto che alcuni ristoranti e b&b le citano nel loro nome.


Dopo il pranzo (vi consiglio il ristorante La Pagul - vicolo XI° n.4) abbiamo continuato la nostra visita del paese con la colonna della peste, eretta nel 1630 per proteggere i mergozzesi dall'epidemia "manzoniana".
La colonna sorge nel luogo in cui veniva officiata la messa durante la peste: la Santa Messa, infatti, per motivi igenici veniva officiata all'aperto.
Quando venne aggiunta la fontana (1869), metà della base della colonna era già stata sotterrata per i continui riporti e, dalle analisi fatte nel 1989, si è scoperto del materiale di epoca romana.


Alle spalle della colonna, risalendo i caratteristici vicoli, si arriva all'oratorio di Santa Elisabetta costruito nel 1623 su una preesistente cappella.
La chiesa, a pianta rettangolare, presenta una finestra a trittico sulla facciata, un tetto a piode e un campaniletto di granito che conserva la più antica campana della bassa Ossola (1669).


Sulla facciata della chiesa si possono ammirare gli affreschi dell'apostolo Andrea (sinistra) e del diacono Lorenzo (destra). Sopra il portale di entrata è rappresentato il Leone, simbolo dell'evangelista Marco. Sul timpano, invece, è rappresentato il Padre Eterno e la colomba dello Spirito Santo.
Sul lato sinistro della chiesa (guardando la facciata) vi è la prima fontana di Mergozzo, eseguita nel 1854.


Informazioni pratiche:
  • come arrivare? Autostrada A26 (Genova Volti/Gravellona Toce) uscita Gravellona e seguire le indicazioni per Mergozzo-centro città. L'unico punto "difficoltoso" è il primo bivio a sinistra dopo il ponte sul fiume Toce che non è immediatamente visibile.

  • dove parcheggiare? Vi consiglio di parcheggiare prima dell'inizio del centro storico (sulla destra). Parcheggio molto ampio, gratuito e senza disco orario.

  • cosa acquistare? Il dolce tipico di Mergozzo è la Fugascina che viene venduta in una panetteria ben segnalata da cartelli blu. Attenti: chiude a mezzogiorno.

  • dove mangiare? Vi consiglio il ristorante La Pagul che durante la settimana propone il menù della casa a 10 euro (primo, secondo con contorno, e bevande). Si trova proprio dietro la colonna della peste sulla destra. L'ambiente è un mix tra antico e moderno, il cibo è preparato al momento e il personale è veramente cortese.
    Noi abbiamo mangiato: risotto zucca e funghi; sfogliatina di provola, radicchio e speck con patate al forno. Per il bere si può scegliere tra acqua in bottiglia o vino della casa.

mercoledì 8 febbraio 2012

Cartoline da Arona

Ecco qualche "cartolina" da Arona (NO), la città natale di mia mamma.




lunedì 6 febbraio 2012

Inizia il laboratorio di "Educazione alla teatralità" a Castelnuovo Belbo


Oggi è iniziato il corso di "Educazione alla teatralità" nella scuola dell'infanzia G. Botto di Castelnuovo Belbo.
Con piacere ho ritrovato alcuni bambini che non vedevo dallo scorso giugno e che sono stati felicissimi di riprendere il percorso iniziato insieme.
La prima lezione ha visto la partecipazione di tutte e due le sezioni insieme che si sono sperimentate insieme all'insegnante.
L'ora e trenta di incontro è stata suddivisa in diversi momenti: per prima cosa abbiamo provato a "fare rumore e silenzio" usando diverse parti del corpo e sperimentando modi differenti sia seduti che in piedi. Poi abbiamo provato a creare un ambiente marino usando le cose predenti nel salone: tappetoni gialli e blu l'hanno fatta da padrona e abbiamo "fatto finta di... essere al mare". L'ultima parte della lezione ha visto i bambini divisi a coppie in cui uno era il pittore (dotato di pennello) e l'altro il quadro. Il pittore aveva il compito di colorare il compagno prima di vedere le parti scambiate.


Quest'ultima attività ha visto i bambini più scalmanati tranquillizzarsi e godere delle setole che scorrevano su braccia e gambe e sentirsi molto responsabili quando è toccato a loro "dipingere".
Il laboratorio non poteva concludersi che con una sfilata di quadri e pittori in cui i bambini sono stati invitati a camminare in modo strano, magari in accordo con il quadro che si immaginavano gli fosse stato dipinto addosso.

sabato 4 febbraio 2012

Danza e alimentazione

Ieri, sul sito on line del Corriere della Sera, è apparso un articolo riguardo al licenziamento di Mariafrancesca Garritano, trentatreenne ballerina del Teatro alla Scala.
Ma iniziamo dall'inizio...


Mary Garret, nome d'arte di questa danzatrice, entra nella più importate accademia di danza italiana a 16 anni e dopo il diploma si ritrova a lavorare nel corpo di ballo del teatro scaligero ricoprendo anche ruoli molto importanti e vincendo ambitissimi premi internazionali.


Nel 2010 la Garritano pubblica il suo primo libro: "La verità vi prego sulla danza". Un testo che presenta, con foto e testi, in modo insolito la danza.
A dicembre 2011 appare sull'Observer , periodico britannico della domenica, un'intervista alla ballerina in cui denuncia in modo molto e diretto il problema dell'anoressia e dei disordini alimentari nel mondo della danza classica.

Questo è un problema molto serio che non riguarda solo le grandi istituzioni coreutiche ma anche le scuole dilettantistiche che spingono le giovani allieve a perdere peso in nome di maggiori risultati e della forma fisica perfetta senza considerare che una ballerina è prima di tutto un'atleta.
La ballerina, soprattutto se classica, deve avere un fisico magro e slanciato, frutto del lavoro ma anche dei regali di "Madre natura". La dieta non dovrebbe però richiedere particolari differenze rispetto ad una sana alimentazione in quanto l'obbiettivo principale è solamente quello di ottenere maggiore forza ed energia per superare le ore di lezione.

Anche nella mia esperienza ho conosciuto ragazze che, pur studiando danza in modo dilettantistico, si sono sentite condizionate a perdere molto peso in poco tempo da parte delle insegnanti. Il mio invito è quindi risolvo alle famiglie, che devono vigilare ed intervenire prima che sorgano situazioni a cui può essere molto difficile rimediare. Non fate che la danza si trasformi in un'ossessione, la danza è espressione e gioia, non dolore.

venerdì 3 febbraio 2012

Venerdì del libro: L'educazione delle fanciulle

Il libro che vi presento oggi per il "Venerdì del libro" di Homemademamma mi è stato presto e lo leggerò oggi durante il mio viaggio in treno. Il libro in questione è: "L'educazione delle fanciulle - dialogo tra due signorine perbene".


Le due signorine per bene non sono altro che Luciana Litizzetto e Franca Valeri, comiche e donne di due "epoche diverse".
Sulla quarta di copertina è riportato un passaggio del libro che la dice lunga su cosa si troverà all'interno:
- Cara Luciana, l'obbiettivo primo della fantasia femminile è l'amore. La ragazza di oggi magari fantastica, ma su dati reali; quella di ieri fantasticava veramente.
- Vedi, Franca, anche noi fantasticavamo, ma prima dovevi verificare se il Principe era azzurro o se tendeva al verde rospo. Bisogna baciarne un sacco per trovare quello che non ti allappa la lingua come i cachi acerbi.
Il libro termina con un'intervista doppia in stile "Le Iene" in cui le due donne di spettacolo rispondono il modo personale a domande sull'amore e sul rapporto uomo-donna.
Vi lascio con i video di "Che tempo che fa" del 24 Dicembre 2012 in cui Luciana e Franca presentano il loro libro... e non solo.