Dopo una laurea in Sociologia sono riapprodata alla mia grande passione: il teatro, la danza e le arti espressive in genere.
venerdì 7 dicembre 2012
Post scuola: laboratorio artistico 2
lunedì 3 dicembre 2012
Post scuola: laboratorio artistico
sabato 10 novembre 2012
La vita e le arti espressive come veicolo di comunicazione nell'universo della disabilità
- i codici o il prodotto;
- il processo;
- gli aspetti individuali ed emotivi;
- gli aspetti relazionali.
I prodotti artistici devono essere codificati, cioè leggibili da qualunque fruitore. Questo presuppone che l'artista, abile o disabile, esca dal proprio egocentrismo.
L'arte, inoltre, è lo spazio della creatività e della creazione, l'area intermedia o transizionale dell'esperienza dove le persone possono sentirsi artefici e lasciare una traccia di sé nel mondo. E' l'antidoto, mai del tutto raggiunto e faticosamente inseguito, alla ferita narcisistica e al senso di impotenza.
La creatività, nei bambini, nasce nel momento in cui il bisogno non viene soddisfatto o viene soddisfatto non immediatamente. In questi momenti i bambini scoprono la capacità di creare con l'immaginazione ciò che li può soddisfare.
L'arte offre la possibilità, infine, di sviluppare le diverse abilità dove la ricerca stilistica, formale e di contenuto, permette alle intelligenze multiple di prendere forma e di espandersi, in una prospettiva incrementale e non entitaria dell'essere.
- interpersonale;
- linguistica;
- logico matematica;
- naturale;
- musicale;
- espressione corporea;
- artistica.
Dal punto di vista degli operatori che lavorano con persone affette da disabilità, l'arte è un mezzo per conoscere la persona attraverso uno sguardo poetico ed estetico; cioè con "il senso dello stupore". Questo è lo sguardo che non ha paura di farsi incantare come capita osservando, ad esempio, queste opere create da soggetti disabili:

In quest'ottica l'arte porta alla consapevolezza del sé attraverso il processo artistico ed è proprio nel processo che si vengono ad incontrare le creatività dei partecipanti, è questo il vero momento artistico, mentre il prodotto non è altro che un momento di verifica e di incontro con l'esterno.
Ogni individuo che vuole fare "arte" è chiamato a creare il proprio modello artistico, uscendo dalla logica dell'imitazione e dei modelli canonici che vengono solitamente proposti.
L'arte allora, o meglio il laboratorio artistico, dovrebbe:
- aprire verso l'altro;
- consentire l'esternazione del proprio sé;
- permettere di entrare in relazione con la propria sfera emozionale;
- sviluppare il proprio modello di sé, la propria individualità;
- lavorare sui limiti;
- creare il bello ovunque.
venerdì 2 novembre 2012
Attività all'aria aperta: Picasso a Milano
mercoledì 21 marzo 2012
Benvenuta Primavera
come tarda a venire la sera.
L'hanno vista ferma in un prato
dove il verde è rispuntato,
un profumo di viole in fiore
l'ha trattenuta un paio d'ore,
ha perso tempo lungo la via
presso un cespuglio di gaggia,
due bimbi con un tamburo di latta
hanno incantato la sera distratta.
Adesso è tardi, lo so bene:
ma però la sera non viene
Demetra, la dea del grano , protettrice dei raccolti, viveva in Sicilia, insieme alla bellissima figlia Persefone. In quei luoghi la fanciulla viveva serena: correva nei verdi campi, amava tuffarsi in mare e raccogliere i fiori per farne belle ghirlande.
Un brutto giorno però un dio si innamorò di Persefone. Non era un dio come gli altri : era Ade, il dio del regno dei morti. Ade era un giovane tenebroso e, per la sua bruttezza, nessuna donna ,né ninfa né dea lo aveva mai voluto in sposo.
Ade non faceva altro che pensare alla sorridente fanciulla e così, dopo aver preso il suo cocchio trainato da quattro cavalli neri, emerse dagli Inferi e , senza curarsi dello spavento e delle grida di Persefone, la rapì per condurla con sé. Persefone, addolorata per aver lasciato la Terra e la madre, decise di non toccare più cibo.
La madre Demetra per giorni e giorni si mise disperatamente sulle tracce della figlia che sembrava sparita nel nulla, fino a quando Elio, il dio del Sole, che vede tutto, decise di dirle la verità : “ Tua figlia è divenuta la sposa di un dio importante, il suo regno è immenso, tutti temono e rispettano Ade …non devi disperarti per lei!”.
Ma Demetra non riusciva ad accettare il fatto di non potere rivedere più la figlia e, soprattutto, di saperla in un luogo tanto triste, sempre avvolto dalle tenebre.
Il suo dolore le fece dimenticare i suoi doveri di dea, anzi la sua rabbia provocò siccità, pestilenze, distrusse i raccolti …in breve tempo la Terra non sembrava più la stessa : era diventata una distesa arida e inospitale.
Zeus, il padre degli dei, pensò che fosse necessario mettere fine ad un tale disastro e andò a parlare con Ade. Gli accordi furono questi : se Persefone (fino a quel momento) aveva mangiato qualcosa nel Regno dei morti non sarebbe più potuta tornare sulla Terra , se invece non aveva toccato cibo sarebbe stata riconsegnata alla madre.
La madre accettò il patto e si recò all’ingresso dell’Oltretomba, dove Ade e Persefone l’aspettavano.
Appena la vide Demetra abbracciò la figlia e le chiese se aveva mangiato qualcosa. Persefone, mentendo, disse di non aver toccato cibo, ma uno dei giardinieri di Ade gli si avvicinò dicendo:
“ La tua sposa sta mentendo: io stesso l’ho vista mangiare alcuni chicchi di una melagrana”. La fanciulla, in lacrime, ammise di averne mangiati quattro o forse sette chicchi, attratta dal bellissimo colore del frutto.
Zeus prese una decisione , accettata alla fine sia da Demetra che da Ade: Persefone avrebbe vissuto con il marito per alcuni mesi dell’anno nell’Oltretomba, durante gli altri mesi avrebbe soggiornato con la madre sulla Terra!
Proprio per questo, secondo i Greci, esistono la bella stagione e quella cattiva :
in Primavera e in Estate Demetra riempie di doni gli uomini perché è felice di trascorrere il suo tempo con l’amata figlia…in Autunno e in Inverno, invece, Demetra è triste perché Persefone deve tornare da Ade, come stabilito da Zeus, e le sue lacrime e i suoi sospiri invadono la terra, portando vento e gelo.
lunedì 27 febbraio 2012
Castelnuovo Belbo: terzo incontro
- ho chiesto ai bambini di correre per la sala e, al mio battere di mani, fermarsi come statue in piedi, seduti e sdraiati;
- l'evoluzione consiste nell'introdurre un discriminate per l'assunzione delle pose: la battito di tamburo le statue dovevano essere "in piedi", mentre al suono dei sonagli la statue dovevano essere "sedute o sdraiate".
lunedì 20 febbraio 2012
Cos'è l'arte moderna?
In verità credo che ciò che chiamiamo arte sia destinato a sparire o a diventare irriconoscibile.
martedì 14 febbraio 2012
Attività all'aria aperta: Pavia
Al suo interno meritano uno sguardo le sedici cappelle di "proprietà" di famiglie e corporazioni come ad esempio quella dei macellai e dei ciabattini.
- vi consiglio di parcheggiare lungo via XXV Aprile, un viale in cui il parcheggio è libero (senza pagamento di pedaggio o disco orario);
- noi abbiamo pranzato, con menù fisso a 10 euro, alla trattoria-pizzeria "Vecchia Pavia" in via Mantovani 3 (vicinissima a San Michele);
- le chiese chiudono per la pausa pranzo e riaprono alle 15.00, quindi programmate bene la vostra visita;
- i negozi più famosi di Pavia si trovano in via Strada Nuova e in Piazza della Vittoria.



