sabato 12 novembre 2016

Analisi Comportamentale Applicata o più semplicemente ABA

Entrando nel mondo dell'autismo ben presto ci si imbatterà in un acronimo molto spesso avvolto dalla nebbia: l'ABA, da alcuni ritenuta l'unica via di "abilitazione" per l'autismo.

Per avere un'idea di cosa sia ecco un piccolo video di una seduta ABA in cui si sta lavorando sulle azioni della giornata (mangiare, bere, vestirsi) usando una token economy (le perline rosse) ed un rinforzo edibile (M&M).



L'ABA è una scienza per il cambiamento di comportamenti socialmente significativi attraverso la manipolazione di eventi ambientali.


La significatività sociale di un comportamento è data dal grado di adattività (adeguatezza, beneficio) al sistema di valori della società di appartenenza. Nella scelta dei comportamenti disadattivi su cui lavorare bisognerebbe proprio partire da questo concetto, classificandoli secondo il grado di danno prodotto all'ambiente.

L'ABA si basa su tre principi del comportamento:
  • rinforzo,
  • estinzione,
  • punizione.
Il comportamento è inteso in questo approccio come un'interazione organica, ossia l'interazione di muscoli e ghiandole di un organismo con l'ambiente, osservabile e misurabile. Questa definizione non comprende le emozioni perché non sono definite universalmente.

L'ambiente è l'intera costellazione di stimoli (macro e micro) che possono influenzare il comportamento.
In un ambiente degli stimoli potrebbero essere:
  • le sedie (numero, disposizione, ...);
  • l'illuminazione (grado, tipologia, ...);
  • le finestre (sistema di apertura, tapparelle, ...);
  • le altre persone;
  • il rumore;
  • il calore;
  • gli strumenti utilizzati nella didattica;
  • gli odori;
  • ...
Importante è trovare una correlazione funzionale tra la variabile indipendente (stimolo) e quella dipendente (comportamento).
La correlazione funzionale ha come esito:
  • l'esistenza / inesistenza di una correlazione;
  • esiti direttamente / inversamente proporzionali.
Lo stimolo (o evento) è un cambiamento osservabile nell'ambiente.

sabato 5 novembre 2016

Autismo, questo sconosciuto

Quando parliamo di "autismo" possiamo anche sentir parlare di "sindrome di alterazione globale dello sviluppo" o di "disturbi generalizzati dello sviluppo"; ma anche di Asperger, sindrome di Rett, ... Questi ultimi non sono più in uso nella comunità scientifica con l'introduzione del DSM V (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali).



L'autistico, per essere definito tale, deve presentare anomalie in tre ambiti, chiamati triade sintomatologica:
  • interazione;
  • comunicazione;
  • relazione.
Il DSM V indica la gravità della sintomatologia del disturbo dello spettro autistico (ASD) su una scala da 3 punti (dove il livello 3 indica la situazione più grave).
L'autismo può associarsi ad altri disturbi o patologie (comorbilità) come il ritardo mentale.


La frequenza media del disturbo autistico riscontrata è di 5 casi su 10.000 (1 su 88 nati) ed è più frequente nei maschi (4/5 : 1).

I caratteri predittivi dell'autismo appaiono intorno ai 12 mesi, ma la prassi diagnostica vuole la diagnosi dopo i 3 anni.
Dopo i 18 mesi i pediatri potrebbero aiutare la diagnosi attraverso il Protocollo Chat.



I primi indicatori sono:
  • non compare il sorriso al 3° mese;
  • non compare la risposta di angoscia all'8° mese.
Nei primi mesi molti bambini autistici:
  • sono calmi;
  • non amano essere tenuti in braccio;
  • non gitano la testa (tanto che in passato l'autismo in tenera età era scambiato con la sordità);
  • sono inerti.

lunedì 31 ottobre 2016

Miss Peregrine

Era da parecchio tempo che non mi ritagliavo un momento per leggere per il solo piacere di immergermi in un altro mondo. Il tempo l'ho trovato per esplorare il magico mondo di Miss Peregrine...


Ransom Riggs ha creato una trilogia originale, che mischia immagini d'epoca ad una narrazione tra il fantasy e l'avventuroso che strizza l'occhio al romanzo storico viaggiando tra le epoche.

Il protagonista, Jacob, è un normalissimo ragazzino americano con un nonno molto originale che racconta storie fantastiche. O forse no?
La vita di Jacob cambierà totalmente dopo aver visto morire il suo amato nonno e lo spingerà ad attraversare l'oceano per scoprire il segreto racchiuso tra le mura cui decenni prima il nonno Abraham aveva trovato riparo scappando dalla persecuzione nazista.

Il libro, impegnativo per il numero di pagine, può essere proposto tra la quinta elementare e la prima media ma è adatto anche ai più grandi che vogliono immergersi in un mondo imprevedibile e un po' magico.

Recentemente da questo libro è stato tratto il nuovo film di Tim Burton.

Con questo post partecipo al "Venerdì del libro" di Homemademamma.

domenica 23 ottobre 2016

Cosa leggere con ragazzi dagli 8 ai 15 anni?

Ieri è iniziato il nuovo corso della Biblioteca Astense che tutti gli anni regala tantissimi spunti di riflessione.
Quest'anno il tema è "Leggere a colori" e questo primo appuntamento era rivolto alla lettura per i "più grandi".
Guido Affini, della libreria il Delfino di Pavia, in un paio di ore di chiacchierata ha presentato le novità librarie per questa difficile fascia d'età. Difficile perché è il periodo in cui i gusti si differenziano maggiormente per genere e perché dopo la Pasqua della seconda media i lettori maschi iniziano a diminuire vertiginosamente.
Nei libri per questa fascia d'età è molto visibile una certa gradualità, una progressione sia nei temi che nel lessico. Questi libri, infatti, per essere goduti appieno necessitano di una certa esperienza sopratutto sensoriale.
Passiamo ora, però, ai "consigli" che mi hanno maggiormente colpito:


Questo testo, proponibile dalla terza media, mi ha colpito per l'originalità della trama.
"Il fuoco. La stanza invasa dalle fiamme, le grida, la paura. Ogni rumore mi crepita nelle orecchie come legna spezzata da un calcio. Il fumo mi annebbia la vista. Le narici invase, il respiro sempre più corto, disperato. Non riesco a gridare, ci provo, ma non riesco. Cerco mia madre, cerco mio padre, cerco Anna." L'incendio di quella notte gli ha sfigurato il volto e si è portato via tutto. Di quel Tommy bambino non è rimasta che l'ombra, l'unica cosa di cui gli altri non sembrano aver paura, provare ribrezzo. Da allora Tommy passa da una famiglia affidataria all'altra, su e giù per l'Italia. Ogni volta, però, insieme a lui arrivano le complicazioni. Del resto, se hai una faccia come la sua, non puoi "che essere un poco di buono, un delinquente, un ladro, un potenziale omicida". E poi la gente ha un bel dire che l'aspetto non conta. Magari andrà meglio stavolta, ora che è approdato in un paesino di provincia come ce ne sono milioni, rassicurante: "Case attaccate a case, palazzi che si strusciano con altri palazzi, e strade che ti ributtano sempre verso il centro casomai dovessi perderti". E che ad accoglierlo ci sono i Cotta, brave persone: madre avvocato, padre pompiere, un figlio diciassettenne suo coetaneo. Ma quando i guai li hai cuciti addosso c'è poco da fare. Succede così che, a poche ore dal suo arrivo, Tommy assista per caso a un rocambolesco tentativo di furto in un negozio e che venga arrestato da un ispettore di polizia in pattuglia che lo crede coinvolto, e che da quel momento gli darà il tormento. A scuola non va certo meglio, ma almeno lì c'è Sally, occhi scuri e l'aria di una "come di passaggio", che "un attimo c'è, un attimo dopo potrebbe non esserci". Conoscerla per Tommy è come tornare a respirare. Con lei accanto il futuro fa meno paura e tutto sembra possibile. Anche per lui. Se solo non fosse la nipote dell'ispettore che l'ha arrestato quella notte. E se solo quel tranquillo paesino a due passi da Asti in cui tutto sembra perfetto non nascondesse mostruosità che proprio lui si ritroverà, suo malgrado, a svelare. Con Brucio, Frascella sonda il labile confine tra giovinezza ed età adulta, tra ingenuità e colpa, tra la luce della purezza e l'ombra nera della corruzione. E ci regala un personaggio meravigliosamente complesso, negli eccessi così come nelle fragilità, strafottente e coraggioso nel suo tener testa a un destino che con lui – non c'è dubbio – ha picchiato veramente duro.


Questo testo, proponibile dalla quinta elementare, è un buonissimo testo per presentare a bambini e ragazzi (soprattutto maschi) un periodo storico. Il testo, che si presenta come un racconto, è ambientato durante la seconda guerra mondiale ma racconta eventi accaduti durante il primo conflitto
1940. Un treno viene attaccato dai bombardieri tedeschi. Nel buio di una galleria, per sconfiggere la paura, uno sconosciuto racconta qualcosa a Barney e alla sua mamma. È la storia di un giovane soldato che, durante un'altra guerra, fece quella che allora sembrava la cosa più giusta e che invece si sarebbe rivelata il peggior errore della Storia: non uccidere Adolf Hitler. Ispirato alla storia vera del soldato che avrebbe potuto fermare la Seconda Guerra Mondiale.


Questo libro è interessante per diversi motivi. In prima battuta è edito da una casa editrice attenta ai problemi di lettura e che propone libri ad alta leggibilità; in secondo luogo ha come protagonista una bambina autistica ed il suo mondo.
Quando il quattordicenne Auguste Mars viene informato della morte di suo padre, tutto il suo mondo di adolescente e quello della sua famiglia crollano. Un incidente automobilistico, dice la polizia. Per fronteggiare la straziante notizia, Auguste, sua madre e la sua sorellina Césarine, che è autistica, decidono di lasciare Parigi per trasferirsi nella casa di famiglia, in campagna. Ma quello che sembrava un lutto doloroso si trasforma in una pericolosa avventura con ramificazioni millenarie. Auguste scopre infatti che non si è trattato di un incidente e che suo padre è stato assassinato da una misteriosa società segreta, la Lega degli Autodafé. Il loro obiettivo? Controllare il sapere e la forma più antica in cui si trova depositato: i libri. Il loro unico avversario è la Confraternita, a cui apparteneva suo padre e tutti i membri della famiglia. Questa guerra risale ad Alessandro Magno e nessuna delle due fazioni ha mai avuto il sopravvento. Aiutato dalla sua sorellina, tanto geniale quanto socialmente incapace, Auguste cerca di scoprire perché la Lega ha ucciso suo padre. Per lui e per gli altri membri della Confraternita il Grande Gioco sta per cominciare...


Questo libro racconta la storia di un ragazzino che si sta preparando alla recita di quarta elementare che, solitamente, in America è "La tela di Carlotta". George, però, roseo e paffutello non si sente il maialino protagonista ma Carlotta, il ragno femmina.
Una lettura adatta dai 9 - 10 anni in cui si cercano di scardinare dei binari che ci diamo / ci danno. Da proporre all'interno di una relazione, accompagnando i piccoli lettori.
George ha un segreto, un segreto tutto suo che non ha ancora svelato a nessuno: anche se gli altri quando lo guardano vedono un bambino, da tempo George sente di essere una bambina, Melissa. Quando a scuola iniziano i preparativi per la recita di fine anno tratta da "La tela di Carlotta", George decide di fare il provino per la parte della protagonista, la sua eroina. La maestra, però, pensa si tratti di uno scherzo di cattivo gusto e cosi George si ritrova a lavorare dietro le quinte... ma il giorno dello spettacolo la sua migliore amica Kelly ha un'idea semplice e astuta, che permetterà a George di realizzare il suo sogno e di mostrare a tutti chi è davvero.


Il libro di Davide Morosinotto, proponibile dalla quinta elementare, racconta le avventure di alcuni amici nella Louisiana di inizio '900.
Louisiana, 1904 Te Trois, Eddie, Tit e Julie non potrebbero essere più diversi, e neppure più amici. In comune hanno un catalogo di vendita per corrispondenza, tre dollari da spendere e una gran voglia di scoprire il mondo. E quando, anziché la rivoltella che hanno ordinato, arriva un vecchio orologio che nemmeno funziona, i quattro non ci pensano due volte e partono verso Chicago, per farselo cambiare. Fra un treno merci e un battello a vapore sul Mississippi, si troveranno alle prese con un cadavere nelle sabbie mobili, imbroglioni e bari di professione, poliziotti corrotti, cattivi che sembrano buoni e buoni che non lo sono affatto... per non parlare di un delitto irrisolto e di molti, molti soldi! Un'avventura con quattro protagonisti che avrebbero potuto essere i migliori amici di Tom Sawyer.


Nuovo testo per gli amanti del fantasy.
Chi l'ha letto consiglia di leggerlo da pagina 2, dal capitolo "In gabbia".
La magia esiste, ed è spaccata da una guerra millenaria. Appartenere a un fronte definisce il ruolo di ciascuno nel mondo, garantisce compagni e alleanze; ma soprattutto decide chi sono i nemici, che vanno giustiziati senza rimorso. Nathan vive in una zona grigia: figlio di una maga Bianca e dell'Oscuro più terribile mai esistito, cresce nella famiglia materna, evitato da tutti, vessato dalla sorellastra, perseguitato dal Concilio che non si fida di lui e anno dopo anno ne limita la libertà, fino a rinchiuderlo in una gabbia. La stessa guerra che divide il mondo della magia si combatte nel cuore di Nathan, in perenne bilico tra le due facce della sua anima, che davanti alla dolcezza di Annalise vorrebbe essere tutta Bianca, e invece per reagire alle angherie si fa pericolosamente Nera. Ma è difficile restare aggrappato alla tua metà Bianca quando non ti puoi fidare della tua famiglia, della ragazza di cui ti sei innamorato, e forse nemmeno di te stesso.


Libro, proponibile dalla terza media in poi, che racconta di due orfani che vivono a Milano. Non un libro sull'elaborazione del lutto, ma su come se la possono cavare due ragazzi in una città del XXI secolo alle prese con desideri del tutto normali.
Gli adulti la chiamano "la situazione": la professoressa Mavaldi, zio Eugenio, persino quello spostato dello zio Gil. La situazione è che Mirko e Tommaso Turriani, orfani da pochi mesi, affidati allo zio residente a Pavia, non hanno nessuna intenzione di lasciare la loro casa di Milano. Il prezzo più alto per restare da soli sono certi di averlo già pagato, e adesso rigare dritto è l'unico modo per andare avanti. Solo che la vita, loro lo sanno bene, non sempre è d'accordo con noi su quello che ci spetta. E quando Mirko decide di mentire per andare a Madrid a vedere la finale di Champions, per andarci con Greta, per passare una notte con lei non può immaginare di aver dato il via a un conto alla rovescia, una valanga che rischierà di travolgere tutti.


Un libro per i più piccoli, divertente e allo stesso tempo "spaventoso". Non è che la storia di una creatura che si nutre di bambini.
Prestandosi molto alla lettura ad alta voce, viene venduto corredato dal CD.
«Tra tutti i tipi di Mostri che brulicano sulla terra, l’Uomo è la specie più diffusa. Ce n’è un’altra, tuttavia, meno nota e più astrusa. È lo Yark. Allo Yark piacciono i bambini. Adora sentir scrocchiare i loro ossicini sotto i denti, e succhiare i loro teneri bulbi oculari come caramelle fondenti. Ma sotto il loro feroce aspetto, i Mostri dissimulano sempre qualche difetto: King Kong era tenero di cuore, Dracula temeva il sole... La pancia delicata dello Yark tollera solo la carne di bimbi educati: i bugiardi gli danno i crampi all’intestino, i dispettosi pruriti fastidiosi e i disobbedienti gli cariano i denti. Lo Yark avrebbe preferito mille volte farsi una scorpacciata di cattivi e maleducati, come le capre che, nutrendosi, sbarazzano di ortiche ed erbacce i prati. Ma i buoni sentimenti non hanno mai saziato nessuno. Soprattutto non i Mostri. E fin dalla notte dei tempi si è costretti a constatare che sono sempre i più buoni quelli che per primi si fanno mangiare.» Purtroppo i tempi moderni non producono quasi più bambini commestibili... Lo Yark rischia di morir di fame! Rubare la lista di Babbo Natale sembra una buona idea... sembra! Ma anche quando lo Yark incontrerà davvero la bimba più buona del mondo, una bambina che non ha paura di lui... ha paura per lui, le cose per questo mostro sensibile non andranno come aveva immaginato... Questo romanzo per le prime letture ha tutti gli ingredienti per diventare un classico alla Maurice Sendack, con un tocco alla Gustave Doré: 1. comicità, tenerezza, ironia e commozione in un mix prelibato; 2. rara qualità di scrittura, per i più sofisticati di palato; 3. originalmente e agghiacciantemente illustrato.

Descrizioni tratte da ibs.it

venerdì 13 giugno 2014

Ma come si disinfetta una ferita?


Una ferita non è altro che un'interruzione della continuità della pelle causata da un agente meccanico.
Esistono tanti tipi di ferita la cui gravità dipende:
  • dall'estensione,
  • dalla sede,
  • dalla profondità,
  • dal tipo di ferita.
Una cosa importante che ci hanno insegnato durante il corso di primo soccorso è come intervenire in caso di ferite:

(L'immagine si riferisce al punto 4)

  1. per prima cosa è importante che il "soccorritore" si lavi le mani, le asciughi e indossi i guanti,
  2. scoprire la ferita,
  3. lavare a lungo con soluzione fisiologa o con acqua pulita prima la pelle intorno alla ferita e poi la ferita stessa avendo cura di lavare dalla ferita verso l'esterno,
  4. disinfettare la ferita con un tampone di garza sterile imbevuto di disinfettante non irritante (è bene controllare i disinfettanti domestici, spesso non adatti a disinfettare ferite. Il disinfettante consigliato è l'iodopovidone),
  5. applicare un cerotto o una garza sterile con cerotto a seconda delle dimensioni della ferita,
  6. raccogliere tutto il materiale settico e buttarlo,
  7. lavare le eventuali macchie di sangue con del cloro (amuchina, varichina).
(L'immagine si riferisce al punto 5)


Se si decide di portare al pronto soccorso il "paziente" è meglio non disinfettare ma lavare, apporre una garza sterile, bagnare di fisiologica e bendare.

lunedì 9 giugno 2014

Primo soccorso

Quest'anno, dove lavoro, ci stiamo "aggiornando" sulla sicurezza quindi corsi antincendio e di primo soccorso.
In particolare penso sia molto utile per tutti sapere come chiamare in modo corretto il 118 (io almeno non sapevo tutto quello che mi hanno spiegato).
Il 118 è stato creato per fornire al cittadino la risposta ad un bisogno sanitario urgente e per ridurre la mortalità o gli esiti invalidanti dello stesso.
Nel pronto soccorso lavora personale specializzato che con attrezzature e terapie, che implicano anche l'uso di farmaci, cerca di rispondere ad un'emergenza o un'urgenza.


La chiamata al 118 deve essere: chiara, completa ed indicare lo stato della persona.
Per facilitare l'operatore che ci risponderà è utile fornire:
  • un numero di telefono per essere ricontattati soprattutto se dovesse cadere la linea,
  • l'indirizzo (fornendo in modo chiaro la via, l'interno, la scala, cosa c'è scritto sul campanello ed indicazioni per individuare il posto se ci troviamo in zone isolate o difficili da raggiungere),
  • quante persone necessitano di assistenza,
  • cosa succede? I sintomi principali, senza addentrarsi in azzardate diagnosi,
  • età e sesso delle persone coinvolte,
  • stato di coscienza,
  • condizioni respiratorie.
Importantissimo è non staccare mai per primi la comunicazione, ma attendere che l'operatore ci dica che possiamo chiudere la comunicazione, in modo da fornire tutte le indicazioni che potrebbero essere necessarie.
In base ai dati raccolti la centrale operativa sceglierà il mezzo da inviare sul posto:
Ambulanza base

Ambulanza di soccorso avanzato

 Eliambulanza

Automedica

La scelta del mezzo è fatta a seconda del codice che la centrale operativa assegna alla situazione (e che normalmente viene assegnato durante il triage anche quando ci si presenta personalmente al Pronto soccorso):

In attesa dei soccorsi è importante non spostare il paziente, proteggerlo dalle intemperie e nel caso praticare la BLS: concitazione, fretta ed eccessi di zelo ritardano il soccorso e potrebbero peggiorare la situazione.

giovedì 2 gennaio 2014

Praga, istruzioni per l'uso

Sono appena tornata da cinque splendidi giorni a Praga, capitale della Repubblica Ceca, ed ecco qui qualche consiglio preliminare per chi ha intenzione di visitare questa splendida città.



AEROPORTO/CITTA'
Noi abbiamo volato da Milano Malpensa a Praga con Easyjet e siamo atterrati al Terminal 2 (in tutto sono 3) dell'aeroporto che è collegato alla città tramite il servizio di trasporto pubblico con bus + metro che è il metodo più economico in assoluto.
Gli autobus fermano proprio fuori dagli arrivi ed il biglietto può essere acquistato o all'interno dell'aerostazione al punto informazioni o tramite le macchinette automatiche. Esistono diversi tipi di biglietto: a tempo oppure dei piccoli abbonamenti di più giorni che valgono comunque sempre dal momento della convalida e valgono su tutti i mezzi, anche combinati.
Noi, per aggiungere il nostro hotel (zona metro Florenc), abbiamo usato all'andata l'autobus 179 fino al capolinea a Palackeho Namesti e successivamente la metro ed al ritorno il 100 che partiva dal capolinea della linea gialla (Zlicin). Il tempo è pressoché identico: nel primo caso è maggiore il tratto in autobus mentre nel secondo prevale la metropolitana che nell'ultimo tratto viaggia in superficie.


MUOVERSI IN CITTA'
Anche se sulle maggiori guide turistiche riportano solo la cartina della metropolitana, Praga è ben servita anche da puntualissimi tram e autobus.
I tram viaggiano al centro della strada e le fermate, comuni con quelle degli autobus, sono sempre su pensiline rialzate su cui sono affissi i cartelli degli orari suddivisi in due o più colonne: a sinistra si trova il percorso del mezzo e a destra i minuti di passaggio ad ogni ora sia nei giorni lavorativi che in quelli festivi. Sui mezzi, poi, viene sempre indicata la fermata successiva in modo da poter agevolmente seguire il percorso.
La metro, nei giorni lavorativi, ha una frequenza di 7 minuti e per raggiungerla bisogna spesso servirsi di ripidissime e soprattutto VELOCISSIME scale mobili che ha me facevano un po' di paura, ma è molto comoda.
Non fatevi poi spaventare dalla cartina turistica, Praga si gira anche comodamente a piedi.


PRAGUE CARD
Come ormai molte città, anche Praga è dotata di una carta per i musei che permette di entrare gratis o di ricevere sconti in molti siti di interesse storico/artistico. Contrariamente a quanto pubblicizzato in internet non esiste l'opzione "Prague Card + mezzi": si acquista la card e poi a parte un abbonamento per i mezzi.
Noi abbiamo deciso di acquistarla e a conti fatti, viste le cose visitate, ci abbiamo guadagnato (ma noi siamo museofili incalliti e abbiamo progettato anche le nostre giornate per sfruttare al meglio "l'investimento").
La card, comunque, è individuale e vale dal momento del primo utilizzo contando i giorni e non le ore (per intenderci se la usate per la prima volta nella serata di lunedì vi sarete giocati più di mezza giornata di validità).


WC
I bagni a Praga sono praticamente tutti i pagamento. Anche da Mc Donald's si pagano 10CK per andare in bagno (anche se pranzate o cenate li). Una buona soluzione, per fare pipì senza spendere inutilmente soldini è usare i bagni del centro commerciale Palladium (Piazza della Repubblica) o pranzare in un ristorante che non faccia pagare i servizi (solitamente fanno pagare a chi solo utilizza i bagni e non consuma).


ACQUA
Lo so, chi va a Praga beve birra ma noi siamo astemi quindi acqua a volontà.
Come in molti paesi esteri l'acqua è molto cara quindi vi consiglio di acquistarla nei supermercati e poi travasarla nelle bottigliette.
Molte acque sono di importazione (soprattutto dalla Francia) ma si trovano anche acque a km 0 o quasi.


MUSEI, VISITE SOLO GUIDATE E FOTO
Una cosa che ha un po' scombinato il mio programma è stato il fatto che alcuni siti sono visitabili sono con la guida ad orari programmati.
A noi questo è capitato al Vecchio Municipio (dove deve esserci anche la corrispondenza nazionalità - lingua parlata, quindi noi abbiamo atteso la visita in italiano che c'è circa ogni 90 minuti) e al Klementinum (dove le visite sono solo in inglese).
Un accenno va fatto anche al discorso foto: in parecchi musei è necessario comprare uno speciale pass per poter fotografare gli interni in tutta tranquillità. Questo accade, ad esempio, nel castello e nel cimitero ebraico (attenzione: il pass vale solo per il cimitero, mentre tutte le sinagoghe non possono essere fotografate).