giovedì 9 febbraio 2012

Attività all'aria aperta: Mergozzo

Oggi vorrei proporvi una gita a Mergozzo; paese poco distante da Gravellona Toce; che sembra sospeso nel tempo.
Poco distante dalle più rinomate località turistiche del Lago Maggiore, anche il lago di Mergozzo merita di essere visitato.


La prima chiesa che si incontra in via Roma è la Parrocchiale della beata Vergine Assunta, inaugurata nel 1610.
L'aspetto esterno attuale si deve ai lavori del 1865. Il parroco di allora fece abbattere il precedente porticato e fece eseguire il pronao con quattro colonne e sopra di esse le statue dei quattro Evangelisti. Due delle finestre laterali della facciata furono trasformate in porte e, inoltre, vennero aggiunti i pinnacoli con le statue e gli angioletti. Sulla sommità della facciata a capanna domina la statua della Vergine Assunta.


All'interno vi consiglio di ammirare la "croce di Gerusalemme" (navata di destra) realizzata intarsiando con la madreperla del legno di ulivo e la bellissima statua della Vergine Assunta, arrivata a Mergozzo nel 1875 via lago e realizzata in parte a Intra e in parte a Firenze.


All'esterno della chiesa, sul lato sinistro, si trovano le tredici edicole della Via Crucis datate 1759.


Sul lato del porticato delle cappelle sorge anche la casa del Predicatore Quaresimalista che venne costruita nel 1724. Questa fu sede del Municipio nel 1867, poi di scuole elementari ed oggi è tornata di proprietà della parrocchia.

A metà di via Roma, la via principale, si trova la chiesa romanica di Santa Marta che purtroppo non abbiamo potuto visitare perché momentaneamente chiusa.

Alla fine della via principale spunta il vecchio olmo.
Il vecchio olmo ha quasi cinquecento anni, come è documentato dal quadro della Madonna del Rosario conservato nella parrocchiale e dipinto da Carolus Canis nel 1623, nel quale l’albero viene rappresentato come un giovane virgulto.
Un tempo, al suono della campana maggiore, sotto l’olmo si incontravano i capi famiglia e fino al XVIII secolo il banditore vi affiggeva gli editti. Inoltre chi affittava il diritto di pesca nel lago di Mergozzo era obblicato prima di poter portare altrove il pescato, a venderlo sotto l’olmo per un’ora nei giorni di magra alla popolazione al prezzo prestabilito dal Comune.
Dal 2002 l’olmo di Mergozzo è stato inserito nell’elenco degli alberi monumentali del Piemonte.


Da poco prima dell'olmo parte una bellissima passeggiata pedonale che costeggia parte del lago fino a giungere ad un camping.
Lungo il percorso di incontrano bellissime spiaggette in questa stagione dimenticate dai turisti. Da giugno il lago, infatti, si popola di amanti della barca e del windsurf.


Lungo il percorso si può fare anche una piacevole sorpresa: il lago è abitato da una piccola colonia di oche (noi ne abbiamo viste quattro) di cui si ignora la provenienza ma che sembrano essere molto popolari, visto che alcuni ristoranti e b&b le citano nel loro nome.


Dopo il pranzo (vi consiglio il ristorante La Pagul - vicolo XI° n.4) abbiamo continuato la nostra visita del paese con la colonna della peste, eretta nel 1630 per proteggere i mergozzesi dall'epidemia "manzoniana".
La colonna sorge nel luogo in cui veniva officiata la messa durante la peste: la Santa Messa, infatti, per motivi igenici veniva officiata all'aperto.
Quando venne aggiunta la fontana (1869), metà della base della colonna era già stata sotterrata per i continui riporti e, dalle analisi fatte nel 1989, si è scoperto del materiale di epoca romana.


Alle spalle della colonna, risalendo i caratteristici vicoli, si arriva all'oratorio di Santa Elisabetta costruito nel 1623 su una preesistente cappella.
La chiesa, a pianta rettangolare, presenta una finestra a trittico sulla facciata, un tetto a piode e un campaniletto di granito che conserva la più antica campana della bassa Ossola (1669).


Sulla facciata della chiesa si possono ammirare gli affreschi dell'apostolo Andrea (sinistra) e del diacono Lorenzo (destra). Sopra il portale di entrata è rappresentato il Leone, simbolo dell'evangelista Marco. Sul timpano, invece, è rappresentato il Padre Eterno e la colomba dello Spirito Santo.
Sul lato sinistro della chiesa (guardando la facciata) vi è la prima fontana di Mergozzo, eseguita nel 1854.


Informazioni pratiche:
  • come arrivare? Autostrada A26 (Genova Volti/Gravellona Toce) uscita Gravellona e seguire le indicazioni per Mergozzo-centro città. L'unico punto "difficoltoso" è il primo bivio a sinistra dopo il ponte sul fiume Toce che non è immediatamente visibile.

  • dove parcheggiare? Vi consiglio di parcheggiare prima dell'inizio del centro storico (sulla destra). Parcheggio molto ampio, gratuito e senza disco orario.

  • cosa acquistare? Il dolce tipico di Mergozzo è la Fugascina che viene venduta in una panetteria ben segnalata da cartelli blu. Attenti: chiude a mezzogiorno.

  • dove mangiare? Vi consiglio il ristorante La Pagul che durante la settimana propone il menù della casa a 10 euro (primo, secondo con contorno, e bevande). Si trova proprio dietro la colonna della peste sulla destra. L'ambiente è un mix tra antico e moderno, il cibo è preparato al momento e il personale è veramente cortese.
    Noi abbiamo mangiato: risotto zucca e funghi; sfogliatina di provola, radicchio e speck con patate al forno. Per il bere si può scegliere tra acqua in bottiglia o vino della casa.

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