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lunedì 28 maggio 2012

Love of learning: learning by travel

"Imparare viaggiando" penso sia un binomio perfetto: "imparare facendo" dovrebbe essere un must dell'educazione che trova una sua declinazione molto semplice nei viaggi.

La prima cosa a cui penso, guardando alla mia esperienza formativa, è sicuramente la geografia. Nel mio percorso scolastico ne ho fatta pochissima: alle elementari la mia maestra prediligeva la storia e alle medie allo studio delle varie regioni o paesi veniva destinata forse un'ora o due la settimana. Risultato, sono una capretta di Heidi in geografia (soprattutto quella che riguarda l'Italia in particolar modo le regioni meridionali).
Per ovviare alla mia ignoranza cronica ecco che vengono in aiuto alcuni strumenti come "Cities I've Visited" che io uso su Facebook ma forse è anche possibile usare separatamente. Il funzionamento è semplicissimo: si inseriscono le località visitate e un segnalino appare sulla mappa mostrando dov'è localizzata la città. Si possono inserire città già visitate, che si vorrebbero visitare o le "città preferite".

Nel week-end appena trascorso ho avuto modo di "imparare" molto da un viaggetto in terra ligure.  


Recco è un comune ligure della riviera di levante a 20 km da Genova.
Purtroppo il comune è stato quasi completamente distrutto nel corso dei bombardamenti aerei degli Alleati tra il 10 Novembre del 1943 e il 28 Giugno del 1944.
Nell'immediato dopoguerra iniziarono i lavori di ricostruzione ex novo che compresero anche i binari ferroviari (iniziati del 1945) che attraversano con un piccolo viadotto il centro del paese. Il racconto della nascita della ferrovia è illustrato da dei pannelli informativi che si trovano ai piedi dei pilastri di sostegno (zona Via Ippolito d'Este).


Per quanti non lo sapessero, poi, Recco è famosissima per un suo prodotto IGP: la focaccia con il formaggio.
Proprio lo scorso week-end si è svolta la "Festa della focaccia di Recco" un appuntamento nato negli anni '60 e che continua ancora oggi richiamando molti amanti del buon cibo (come me e "la mia metà").
Sul sito del "Consorzio focaccia di Recco" è possibile leggere la vera ricetta che verrà tutelata dall'Unione Europea.

Un'altra particolarità di Recco, che io non conoscevo, è la sua vocazione sportiva rivolta soprattutto alla pallanuoto. La Pro Recco Waterpolo ha vinto; solo quest'anno; il Campionato Italiano e la Supercoppa Europea con la sezione maschile, mentre le donne hanno conquistato la Coppa dei campioni.


Viaggiare è scoprire non solo "lingue e culture" nuove si Paesi stranieri; ma anche le bellezze del nostro territorio: arte, cultura, scienza e anche cucina!!

Ora corro ad inserire Recco nel mio "Cities I've Visited"...


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martedì 24 aprile 2012

Cosa fare con gli avanzi dei cestini natalizi? Le lenticchie

Una cosa che non manca mai nei cesti natalizi sono le lenticchie: un seme di un'erba annuale originaria dell'Asia sud Occidentale.


In Italia le lenticchie vengono usate soprattutto la notte di San Silvestro per accompagnare lo zampone o il cotechino. Ma cosa farne gli altri giorni?
Oltre alle classiche lenticchie in umido vi propongo due ricette "alternative".

CREMA DI LENTICCHIE


Questa ricetta è veramente molto molto semplice.
Per prima cosa mettere in ammollo le lenticchie per un paio d'ore ed eliminare quelle che vengono a galla.
Seguendo le indicazioni della confezione cuocere le lenticchie in abbondante acqua salata a cui si saranno aggiunti degli aromi (io uso pepe, alloro e bacche di ginepro) e un trito di cipolla.
Al termine della cottura passare al mixer le lenticchie fino a creare una crema che verrà poi saltata in padella con del burro aromatizzato al rosmarino.

Questa crema è ottima sia per preparare crostini o bruschette sia come base per altri piatti.

RISO ALLE LENTICCHIE


Cuocere le lenticchie come indicato sulla confezione avendo cura di mettere da parte l'acqua di cottura che servirà come brodo.
Dopo aver fatto scogliere il burro e tostato il riso, aggiungere le lenticchie e una parte del brodo di cottura e cuocere il riso normalmente. A circa metà cottura del riso aggiungere la passata di pomodoro o dei pelati e continuare a cuocere aggiungendo brodo quando necessario.

Al posto delle lenticchie può essere usata la crema descritta sopra.

giovedì 19 aprile 2012

Cosa fare con gli avanzi dei cestini natalizi? Gnocchi alla ricotta

Non so voi, ma io in casa ho ancora un po' di "avanzi" dei cestini ricevuti a Natale. I prodotti deperibili sono stati subito consumati ed ora restano dei prodotti un po' particolari che richiedono un po' di lavoro per essere usati.
Oggi vi propongo una ricetta per usare la farina (io me ne sono ritrovata 2 kg di grano duro tra tutti i cestini): gnocchi alla ricotta.

Gli ingredienti sono molto semplici da reperire:
  • 250 gr di farina,
  • 500 gr di ricotta,
  • 120 gr di parmigiano grattugiato,
  • 2 uova,
  • sale e pepe,
  • noce moscata.
Per prima cosa si riuniscono tutti gli ingredienti in una ciotola e si inizia a lavorarli.



Io ho iniziato ad impastare nella ciotola e poi mi sono spostata su una spianatoia precedentemente infarinata. La consistenza finale dovrebbe essere simile a quella nella foto qui in basso: una bella pallona soda.


A questo punto bisogna formare tanti "serpentelli" di pasta del diametro di circa 3 cm che devono poi essere tagliati a pezzetti lunghi circa 2 cm.


Si sono così formati i gnocchetti che devono essere cotti in acqua bollente e salata fino a quando non vengono a galla.
Per condirli si può usare qualunque tipo di sugo. Io questa volta ho preparato una crema di spinaci con del prosciutto cotto croccante.


Per questa preparazione ho usato la farina di grano duro e devo dire che rende i gnocchi molto porosi, un bene per chi ama che il sugo si attacchi.

martedì 17 aprile 2012

Finocchi al prosciutto

Insieme ai piselli, i finocchi sono un tipo di verdura che non amo particolarmente; proprio per questo cerco dei modi un po' originali per cucinarli.

Per questa ricetta servono pochi e comuni ingredienti:
  • finocchi
  • prosciutto cotto
  • burro o margarina
  • parmigiano grattugiato
  • succo di limone
  • un cucchiaio di farina
  • prezzemolo
  • sale
Mettere a bollire in una pentola dell'acqua salata. Quando avrà raggiunto il bollore aggiungere: un cucchiaio di farina, un po' di succo di limone e i finocchi precedentemente puliti.
Quando l'acqua tornerà a bollire far cuocere i finocchi per una quindicina di minuti.


Scolare i finocchi e dividerli a metà.
In una padella far rosolare i finocchi e, una volta fatti saltare, disporli in una pirofila precedentemente imburrata. Mettere sopra ad ogni parte di finocchio una fettina di prosciutto, una spolverata di grana, una noce di burro e del prezzemolo.


Far cuocere in forno per 10 minuti a 200 gradi.

mercoledì 28 marzo 2012

Ancora spinaci: polpette

L'altra ricetta che vi propongo è un attimo più lunga da realizzare, ma molto buona.

Occorrente (per 250g di spinaci):
  • spinaci
  • 100g di ricotta
  • un tuorlo d'uovo
  • grana grattugiato
  • sale e pepe
  • burro

Per prima cosa pulire, lavare e lessare gli spinaci.
In una terrina ammorbidire la ricotta lavorandola con un cucchiaio di legno.


Aggiungere alla ricotta gli spinaci continuando a mescolare. Salare e pepare a piacere.


Aggiungere al composto il grana (la ricetta direbbe un cucchiaio, ma io ho abbondato un po' di più) e il rosso d'uovo avendo cura di lavorare il composto fino a quando gli ingredienti non siano ben amalgamati.


Formare delle piccole polpettine con un cucchiaino e passarle nella farina.


In una pentola portare ad ebollizione dell'acqua. Quando avrà preso bollore abbassare al minimo il fuoco.
Immergere le polpettine e, una volta venute a galla, cuocerle per circa 3-4 minuti.
Una volta scolate con l'aiuto di una schiumarola adagiarle della carta assorbente.


Far fondere il burro in un padellino.
Servire le polpette ben calde cosparse dal burro fuso.

Spinaci alla Romana

Oggi vi propongo una ricetta, trovata su un vecchio libro di mia mamma, per cucinare in modo un po' particolare gli spinaci.

Occorrente:
  • spinaci
  • burro o margarina
  • pinoli
  • uvetta passa
  • sale e pepe

Per prima cosa pulire e lavare gli spinaci e farli bollire in poca acqua.
Far sciogliere in una padella il burro a fuoco basso.


Aggiungere gli spinaci, precedentemente scolati e strizzati, e farli appassire.


Tritare grossolanamente un cucchiaio di pinoli ed aggiungerli agli spinaci.


Dopo aver fatto rinvenire l'uvetta in acqua tiepida tritarla grossolanamente e aggiungerla in padella.


Far saltare il tutto per qualche minuto in padella a fiamma vivace facendo evaporare l'acqua in eccesso uscita dagli spinaci.

lunedì 14 novembre 2011

Attività all'aria aperta: Antica Fiera di San Martino

Per festeggiare San Martino, ogni anno a Canelli (AT) va in scena "L'antica fiera di San Martino", abbinata alla Fiera Regionale del tartufo bianco.
Dalle 8.00, nel centro cittadino, oltre 150 bancarelle hanno esposto le loro merci. Oltre alle bancarelle presenti in un classico mercato, in Corso Libertà produttori locali hanno esposto le delizie gastronomiche locali.


Formaggi, farine, confetture, frutta e verdure di origine biologica, noci e nocciole,...

La Fiera Regionale del Tartufo, allestita nelle Cantine Gancia, ha consentito l'esposizione di circa cinque chilogrammi di tartufo bianco, cifra considerevole vista l'annata magra.

Durante questa manifestazione la città di Canelli; nell'ambito del progetto di candidatura per il riconoscimento da parte dell'Unesco dei Paesaggi Vitivinicoli; ha anche aperto le sue famose cantine scavate nel tufo, chiamate "Cattedrali sotterranee".


Per avere altre informazioni sugli eventi organizzati dal Comune di Canelli si può consultare il sito ufficiale dell'amministrazione comunale.

mercoledì 8 giugno 2011

Spanakopita

La "Spanakopita" è una torta salata di origine greca con ripieno di spinaci, feta e cipolle.
Io l'ho scoperta grazie a "Cotto e mangiato" e devo dire che è molto buona. Le quantità che ha dato Benedetta Parodi solitamente non le rispetto proprio alla lettera perché a casa mia le cipolle non sono particolarmente amate, ma per i più pignoli le quantità giuste sono:
  • 3 cipolle medie
  • olio
  • 1 kg di spinaci
  • 300/350 g di feta
  • 3 uova
  • sale
  • 2 rotoli di pasta sfoglia pronta
Il procedimento è molto semplice e spero di averlo riassunto abbastanza bene con delle foto.

Per prima cosa si versano gli spinaci in una pentola e li si fa appassire a fuoco basso e con il coperchio dopo aver versato un bicchiere d'acqua. In questo modo gli spinaci non perdono le loro proprietà nutritive e risultano belli pronti anche senza scolarli più di tanto.


Affettare finemente la cipolla con un coltello a cui avrete bagnato la lama, in modo da non far lacrimare gli occhi.


Stufare la cipolla in padella con poco olio a fuoco basso.


Mentre le verdure cuociono tagliare la feta a pezzettini sottili o a striscioline.


Stendere su una teglia la pasta sfoglia e bucherellarne il fondo. Io utilizzo come carta da forno quella che si trova nella confezione della sfoglia ma taglio le parti in eccesso che se no brucerebbero durante la cottura.


Se si necessita scolare gli spinaci e quindi aggiungere a questi la cipolla, la feta, le uova e sale a piacere ricordando che la feta è molto salata.


Versare il ripieno sulla sfoglia con un cucchiaio.


Sigillare la torta salata con l'altro rotolo di pasta sfoglia bloccandone i margini facendo aderire le due sfoglie perfettamente.


Cuocere in formo caldo a 180° per 30-40 minuti e, per evitare che sotto la torta resti bagnata, al termine della cottura spostare la Spanakopita sulla parte più bassa così che l'acqua e il liquido in eccesso si assorbano.

mercoledì 18 maggio 2011

Gli asparagi bianchi di Cantello

A pochi chilometri da Varese e sul confine con la Svizzera, su un altopiano, sorge il paese di Cantello conosciuto oltre che per le bellezze artistiche ed ambientali anche per la produzione degli asparagi.


Gh'è on paes in Lombardia
che mi piace da morir
l'è on paes de poesia
l'è cresû in mez ai fiori.

La mattina quando ti svegli
già te penset: ma quand ven mèzdì
con gli asparagi non sbagli
te stet ben per tutt el dì.

Mangia e bevi in compagnia
a Cantello se sta ben
e se avrai la nostalgia
se rivedom l'ann che ven.
G. D'Anzi


Il termine asparago (dal greco aspharagos e dal persiano asparag che significa germoglio) può designare sia l'intera pianta che i germogli della pianta Asparagus officinalis L. una specie di angiosperma monocotiledone. L'asparago possiede particolari proprietà diuretiche, viene apprezzato dai buongustai e ha alle spalle una storia millenaria.


Alcuni coltivazioni di asparagi, come quella di Cantello, si distinguono soprattutto per aspetto, sapore e tipologia di coltivazione; la composizione chimica, invece, risulta pressappoco la stessa. L'asparago bianco, ad esempio, è tale in quanto viene coltivato in assenza di luce, così facendo viene bloccata la fotosintesi naturale.


In cucina si distinguono tre macrotipi di asparagi:
  • l'asparago bianco, che germogliando interamente sotto terra ha un sapore delicato;
  • l'asparago violetto, dal sapore molto fruttato, è in realtà un asparago bianco che riesce a fuoriuscire dal suo sito e, vedendo la luce acquista un colore lilla abbastanza uniforme;
  • l'asparago verde che germoglia alla luce del sole come quello violetto, ha però un sapore marcato e il suo germoglio possiede un gusto dolciastro. E' il solo asparago che non ha bisogno di essere pelato.
In cucina si utilizzano germogli verdi o bianchi: gli steli dovrebbero essere duri, flessibili, resistenti alla rottura.
L'asparago può essere servito in varie maniere e, a seconda delle tradizioni locali, esistono diverse preparazioni tipiche. Una ricetta molto usata, che si può preparare sia con gli asparagi verdi che con quelli bianchi. è "Gli asparagi alla Bismarck".


Ingredienti per persone:
20 asparagi
4 uova
20 g di Grana Padano
prezzemolo tritato
20 g di burro
sale e pepe

Mondate gli asparagi, eliminando la parte più dura, lavateli, sbollentateli in acqua salata, sgocciolateli al dente e disponeteli in un tegame con il burro, quindi appoggiate le uova sgusciate, salate e pepate. Cuocete a fuoco moderato e servite la preparazione nel piatto da portata con il Grana Padano grattugiato e il prezzemolo tritato.

Per chi vuole unire ad una gita gastronomica anche la visita di qualche piccola bellezza artistica Cantello permette di visitare la chiesa romanica di Madonna in Campagna ed ammirare un quadro ad olio del pittore Adolfo Polaroli (1862-1952) esposto nella Sala Consigliare del Palazzo Comunale.
Il quadro raffigura una "Battaglia Garibaldina", forse avvenuta la sera del 22 agosto 1848 nei pressi di Gaggiolo - Ligurno fra la compagnia garibaldina guidata da Medici ed una pattuglia austriaca.



Per maggiori informazioni:
Cantello su Wikipedia