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martedì 22 gennaio 2013

Post scuola: cineforum "The Brave"

I film ed i cartoni animati offrono spesso qualche insegnamento: dall'amicizia ed i rapporti umani, alla pace e alla non violenza, ... Molto spesso, però, i bambini sono lasciati soli davanti alla tv, senza nessun filtro da parte di un'adulto delle immagini che vengono trasmesse.
Il cineforum che ho organizzato per i bambini del post scuola vuole essere un momento di fruizione consapevole di film e cartoni animati in cui è offerta la possibilità di affrontare in modo critico questi prodotti mediali.


Il primo film che ho proposto, a bambini che vanno dai 6 ai 10 anni, è uno dei nuovi classici Disney uscito nelle sale cinematografiche nel 2012: "The Brave - Ribelle".


"The Brave - Ribelle" segue le eroiche avventure della principessa Merida, un'abile arciera figlia del Re Fergus e della Regina Elinor. Determinata a non seguire le rigide tradizioni ed essere padrona del proprio destino, Merida si rivolge ad una strana strega per poter esaudire un suo desiderio: non sposarsi con uno dei rampolli dei tre clan che sua madre ha chiamato a raccolta nel castello.
L'incantesimo causerà però un gran caos nel regno e la ragazza dovrà far appello a tutte le sue risorse per riuscire ad annullare il maleficio.


Io ho diviso la visione del film in due parti per problemi di tempo e per non sovraccaricare troppo i bambini.
Ogni visione è stata preceduta, inframezzata o seguita da alcune attività che hanno permesso ai bambini di riflettere su quanto visto:
  • dopo la consegna del pasticcino da parte della strega a Merida ho interrotto il film per chiedere ai bambini cosa si immaginavano sarebbe successo;
  • prima di riprendere la visione del film ho proposto un labirinto a tema in cui bisognava individuare il vincitore di una gara di tiro con l'arco;
  • al termine del film ho chiesto ai bambini quale fosse il loro personaggio preferito e perché e ho preparato loro una scheda in cui indicare quale fosse il protagonista ed altre informazioni sul film.
Prima di vedere la seconda parte del film, inoltre, ho chiesto ai bambini di raccontare, a distanza di una settimana, cosa si ricordassero della "prima puntata" in modo da esercitare la capacità di riassumere e raccontare con parole proprie, aggiungendo magari giudizi sulle scene migliori.


Il film offre moltissimi spunti per parlare, ad esempio: del rapporto con i genitori, del futuro, dell'obbedire alle regole, delle leggende, ... tutti temi che possono essere declinati in maniera differente a seconda dell'età degli spettatori.

In rete si trovano molti materiali per creare attività sul film:

venerdì 18 gennaio 2013

Post scuola: laboratorio artistico 3

Dopo aver sperimentato gli acquerelli auto-prodotti, ci stiamo dedicando adesso al disegno e all'uso delle matite colorate.

Abbiamo iniziato questo percorso osservandoci per bene allo specchio e provando a disegnarci il più accuratamente possibile, prestando attenzione alla forma del viso, del naso, degli occhi, al colore dei capelli, ... Lo specchio è rimasto sul tavolo per tutto il tempo, in modo da permettere a tutti di osservarsi anche in corso d'opera.

Matteo, 6 anni

Attorno alla propria faccia, ogni bambino ha potuto disegnare le cose che maggiormente ama che possiede o che vorrebbe avere. Inoltre ognuno ha potuto ritagliare un giocattolo scegliendolo da un catalogo natalizio di una nota catena.

Lara, 8 anni

Le difficoltà maggiori, in questo lavoro, sono state senza dubbio quelle di osservare attentamente provando a riprodurre sulla carta quello che si è visto, lasciando momentaneamente da parte la fantasia e il puro disegno libero.
Ognuno ha cercato di disegnare tutte le parti del proprio viso colorandole il più fedelmente possibile.

Chiara, 7 anni

Anche decidere cosa disegnare non è stato semplicissimo, ognuno ha dovuto pensarci bene e molte scelte hanno risentito delle vacanze natalizie appena terminate.

Giorgia, 7 anni

Molti hanno manifestato anche difficoltà nell'utilizzare le matite colorate perché abituati a scuola ad usare i pennarelli.

mercoledì 9 gennaio 2013

Post scuola: neve senza neve

Visto che al rientro dalle vacanze natalizie la neve non si è fatta vedere, abbiamo deciso di "crearcela" dando un'aria invernale alla nostra aula.

Prendendo spunto da questo sito, abbiamo creato anche noi i nostri fiocchi di neve di carta che abbiamo poi appeso sulle finestre dell'aula.


I più grandi hanno realizzato tutto da soli, dalla piegatura della carta al taglio; mentre ai più piccoli ho piegato io il foglio di carta e ho lasciato a loro il disegno del fiocco e a volte il taglio.


La parte più "emozionante" è sicuramente aprire il triangolo e scoprire il proprio fiocco di neve.


Continuando sul tema della neve ho poi proposto un gioco a squadre che ha divertito tutti molto. Una sorta di battaglia a palle di neve, senza neve.


Occorrente: palle di carta

Regole:
- si dividono i bambini in due squadre;
- ad ogni squadra viene assegnata una parte del campo;
- compito di ogni squadra è quello di buttare fuori dal proprio campo la maggior parte di palline;
- vince la squadra che, al termine del tempo, ha nel proprio campo la minor quantità di palline.

Varianti:
- creare diversi tipi di palline ed assegnare ad ogni tipo un punteggio diverso (io ho creato palline totalmente bianche, del valore di 5 punti ognuna, e palline fatte con carta di giornale, del valore di 1 punto ognuna);
- proporre ai bambini di usare solo le mani, solo i piedi, ...

Dall'esperienza alla performance

Ogni proposta propone agli utenti degli stimoli; compito del conduttore è quello di osservare lo stimolo emergente per proporre attività che evidenzino l'altro polo rimasto sullo sfondo. Tutti i giochi, infatti, possono essere modificati variando le regole o l'immaginario per sviluppare entrambe le polarità.
Questo metodo di lavoro si basa sull'idea che un individuo sano sa muoversi agevolmente tra i differenti poli.


Tutte le proposte postano al loro interno una "valenza socio - affettiva" che può essere analizzata:
  • identificando gli elementi che vengono posti in figura e quelli che vengono messi sullo sfondo;
  • osservando come si muove il gruppo ed il singolo.
La valenza socio - affettiva viene molto sviluppata quando vengono proposte attività che mettono in gioco i linguaggi performativi (teatro, musica, disegno, ...).
L'apprendimento di un linguaggio, sviluppando un mezzo comunicativo, incrementa la sfera socio - affettiva proponendo nuovi canali comunicativi per portare nel mondo il vissuto personale.


La struttura minima di una seduta di lavoro dovrebbe essere:

ESPERIENZA    -->    PERFORMANCE

In questo modo l'esperienza viene rielaborata per trasformarsi dall'interno dei soggetti all'esterno, diventando un prodotto culturale leggibile da altri.
Il passaggio dall'esperienza alla performance deve essere evolutivo, cioè funzionale per il soggetto e per gli altri.


Rianalizzando una seduta di lavoro può essere utile identificare:
  • il piano relazionale
    • il lavoro viene svolto singolarmente, in coppia, ...
    • il gioco mette qualcuno in primo piano o tutti sono posti sullo stesso livello?
    • ...
  • gli apprendimenti
  • l'immaginario che sottende l'esercizio
  • una descrizione della performance (non un'interpretazione)

venerdì 7 dicembre 2012

Post scuola: laboratorio artistico 2

Oggi abbiamo continuato la sperimentazione con i nostri acquerelli con il gruppo quasi al completo.

Con i bambini che ieri non c'erano ho ripreso alcune "regole" quando si usano gli acquerelli; nel nostro caso le regoline erano solo due: sciacquare il pennello prima di cambiare colore e non passare troppe pennellate sullo stesso punto evitando, così, di bucare il foglio.



L'attività che ho proposto oggi è stata quella di disegnare con un pastello a cera un soggetto a scelta e successivamente colorare il disegno con gli acquerelli non rimanendo necessariamente nel contorno (questo perché per ora spiamo sperimentando e molti non sanno ancora ben usare il pennello).
Il pastello a cera, a differenza della matita o del pennarello, non sbava durante la colorazione con l'acquerello restando sempre ben visibile e con un tratto definito, in questo modo il disegno originale non si perde durante la colorazione.


Durante l'attività alcuni bambini hanno notato che i vari colori mischiandosi ne creavano degli altri, un primo abbozzo della teoria dei colori che ho intenzione di trattare più avanti lasciando per ora libero sfogo alla fantasia e alla creatività.


lunedì 3 dicembre 2012

Post scuola: laboratorio artistico

Oggi è iniziato ufficialmente il nostro "laboratorio artistico" dove intendo far sperimentare ai bambini tecniche insolite e materiali differenti per cercare di dar fondo alla loro fantasia e creatività.

La preparazione del laboratorio è iniziata la scorsa settimana quando abbiamo "costruito" i nostri acquerelli partendo da dei pennarelli scarichi. Il procedimento che ho usato è stato molto semplice e adattissimo all'età di tutti i bambini: abbiamo selezionato i pennarelli dividendoli poi per colore e li abbiamo immersi in un bicchiere d'acqua con la punta verso il fondo. Quando è stato possibile abbiamo immerso anche il tampone che si trova all'interno per cercare di ottenere dei colori più carichi.
Dopo aver lasciato il tutto "in infusione" oggi abbiamo potuto provare su carta i colori ottenuti.

Il primo passo è stato sperimentare: ho fornito ad ogni bambino un foglio, un pennello e un bicchierino di acqua pulita per lavare il pennello prima di cambiare il colore.
Molti bambini non avevano mai usato acquerelli liquidi, quindi è stata una scoperta di un nuovo mezzo per dipingere diverso dalle solite tempere.


La seconda attività è stata quella di "soffiare le tempere" con una cannuccia per creare degli strani alberi un po' astratti.


La difficoltà maggiore è stata quella di imparare a direzionare il soffio e quindi il colore per non farlo uscire dal foglio e per dargli la forma desiderata.


I "disegni soffiati" sono stati terminati stendendo l'erba con il pennello sulla parte bassa del foglio picchiettando il colore invece di stenderlo.

Alberi di una bambina di 1° elementare

Alberi di un bambino dell'ultimo anno della scuola dell'infanzia

sabato 10 novembre 2012

La vita e le arti espressive come veicolo di comunicazione nell'universo della disabilità

L'arte ha la capacità di includere quattro aspetti:
  1. i codici o il prodotto;
  2. il processo;
  3. gli aspetti individuali ed emotivi;
  4. gli aspetti relazionali.
Sa guardiamo all'arte dal punto di vista della persona disabile è importante sottolineare che questa offre un possibile canale per mettere in gioco in modo socialmente condivisibile e attraverso l'uso di un linguaggio convenzionale, le proprie caratteristiche personali al di fuori di qualsiasi etichettamento diagnostico.


I prodotti artistici devono essere codificati, cioè leggibili da qualunque fruitore. Questo presuppone che l'artista, abile o disabile, esca dal proprio egocentrismo.

L'arte, inoltre, è lo spazio della creatività e della creazione, l'area intermedia o transizionale dell'esperienza dove le persone possono sentirsi artefici e lasciare una traccia di sé nel mondo. E' l'antidoto, mai del tutto raggiunto e faticosamente inseguito, alla ferita narcisistica e al senso di impotenza.
La creatività, nei bambini, nasce nel momento in cui il bisogno non viene soddisfatto o viene soddisfatto non immediatamente. In questi momenti i bambini scoprono la capacità di creare con l'immaginazione ciò che li può soddisfare.

L'arte offre la possibilità, infine, di sviluppare le diverse abilità dove la ricerca stilistica, formale e di contenuto, permette alle intelligenze multiple di prendere forma e di espandersi, in una prospettiva incrementale e non entitaria dell'essere.


La teoria delle "intelligenze multiple", proposta da Gardner, identifica diverse aree:

  • interpersonale;
  • linguistica;
  • logico matematica;
  • naturale;
  • musicale;
  • espressione corporea;
  • artistica.
L'arte è un possibile mezzo per esprimere vissuti emotivi ed un luogo in cui è possibile un incontro interfacciandosi con l'altro.
Dal punto di vista degli operatori che lavorano con persone affette da disabilità, l'arte è un mezzo per conoscere la persona attraverso uno sguardo poetico ed estetico; cioè con "il senso dello stupore". Questo è lo sguardo che non ha paura di farsi incantare come capita osservando, ad esempio, queste opere create da soggetti disabili:

Stephen Wiltshire, autistico

Keith Salmon, non vedente

Lisa Fittipaldi, non vedente

Jessy Park, autistica

In quest'ottica l'arte porta alla consapevolezza del sé attraverso il processo artistico ed è proprio nel processo che si vengono ad incontrare le creatività dei partecipanti, è questo il vero momento artistico, mentre il prodotto non è altro che un momento di verifica e di incontro con l'esterno.
Ogni individuo che vuole fare "arte" è chiamato a creare il proprio modello artistico, uscendo dalla logica dell'imitazione e dei modelli canonici che vengono solitamente proposti.
L'arte allora, o meglio il laboratorio artistico, dovrebbe:

  • aprire verso l'altro;
  • consentire l'esternazione del proprio sé;
  • permettere di entrare in relazione con la propria sfera emozionale;
  • sviluppare il proprio modello di sé, la propria individualità;
  • lavorare sui limiti;
  • creare il bello ovunque.

martedì 23 ottobre 2012

Post scuola: scaccia spiriti mostruosi

Continuando a lavorare sul tema di Halloween abbiamo costruito uno "scaccia spiriti mostruoso" per allontanare gli incubi.
Il progetto è abbastanza "impegnativo" e richiede abbastanza tempo per l'assemblaggio ma propone l'utilizzo di diverse tecniche:
  • pennarelli o matite colorate;
  • ritaglio;
  • completamento di immagini;
  • manipolazione di materiali poveri (carta e cotone);
  • disegno libero.
Per prima cosa abbiamo colorato il "mostro" che fornisce il supporto per lo "scaccia spiriti" e lo abbiamo successivamente ritagliato.

Poi abbiamo creato i pendagli che scendono dalle mani del mostro. In particolare abbiamo scelto di creare: un pipistrello, un fantasma, una zucca e un disegno libero a tema Halloween.


Il montaggio l'ho eseguito io perché richiede l'uso di un ago per assemblare i pendagli al "mostro" e creare l'asola che permette di appendere lo "scaccia spiriti".

sabato 20 ottobre 2012

Post scuola: iniziamo a personalizzare l'aula

Dopo le prime due settimane di post scuola in cui mi sono concentrata sulla fase di conoscenza, questa settimana abbiamo iniziato ad occuparci della decorazione dell'aula sfruttando il tema di Halloween.


Ormai tutti i bambini, anche quelli della scuola dell'infanzia, conoscono questa festività che nella forma attuale ha le sue origini negli Stati Uniti. I bambini più grandicelli, poi, studiando inglese, hanno modo di approfondirla anche durante le ore di lezione.

Come prima attività ho proposto quella di creare una "casa spaventosa" utilizzando il modello trovato qui.
Per prima cosa ho fatto colorare il modello della casa e ho poi fornito (già tagliate) le varie decorazioni. Ogni bambino poteva prendere una decorazione alla volta, che colorava ed attaccava sulla sua casa.
I disegni realizzati sono stati momentaneamente attaccati alle finestre dell'aula.



La seconda attività è stata preceduta dalla visione di una puntata del cartone animato "Leone il cane fifone":


Al termine abbiamo costruito il nostro personale spaventapasseri utilizzando vecchi raccoglitori di carta da parati, pennarelli e colla. Il modello dello spaventapasseri l'ho scaricato da questo bellissimo sito americano che offre quasi sempre l'opzione a colori o in bianco e nero.



Il terzo giorno, per cambiare un po' l'attività, ho proposto un gioco classico rivisitato in tema Halloween: il Bingo.
In rete si trovano moltissime schede già pronte, colorate o da colorare. Io ho scelto una versione colorata e con i disegni al posto dei numeri, in modo che fosse facilmente accessibile anche ai bimbi della materna.


L'ultima attività della settimana, visto che il venerdì è dedicato ai compiti, è stata quella della costruzione di piccoli mostriciattoli partendo dalla sagoma della mano dei bambini.
Ogni bambino ha scelto per prima cosa la "pelle" del mostro scegliendo tra gli album di carta da parati e, dopo aver ritagliato la sagoma della propria mano, ha iniziato a creare il proprio mostro disegnandone i tratti somatici e arricchendolo con capelli, barba, baffi, ...


Quello che vedete nell'immagine è il mostro realizzato da un bambino della scuola dell'infanzia che ha scelto di dargli il nome di "Mostro Babbo Natale", "perché ha la barba bianca proprio come Babbo Natale".

mercoledì 19 settembre 2012

Arti espressive

Che cos'è l'arte?
Il dizionario ci dice che si può definire arte ogni attività umana che porta a forme creative di espressione estetica, poggiando su accorgimenti tecnici, abilità innate e norme comportamentali derivanti dallo studio e dall'esperienza.


Nelle "arti espressive" l'accento viene posto sulla capacità di trasmettere emozioni e quindi l'arte, in questa eccezione, non viene considerata un linguaggio ma al contrario un'espressione personale che deve essere interpretata soggettivamente.


Lavorare con le arti espressive con un gruppo significa lavorare sul "singolo inserito in un gruppo" in un clima non giudicante in cui a tutti i partecipanti è data la possibilità di esprimersi.
Decidere l'utilizzo di una tecnica espressiva piuttosto che un'altra presuppone, senza ombra di dubbio, la conoscenza delle varie tecniche. La conoscenza deve provenire dalla sperimentazione dei vari materiali e delle proprie potenzialità.


Un progetto di "arti espressive" in una scuola dell'infanzia potrebbe prevedere tre grandi aree tematiche:
  • l'espressione corporea;
  • la manipolazione di materiali;
  • l'espressione musicale.
Ho volutamente tralasciato l'espressione verbale perché questo aspetto viene molto sviluppato durante le normali ore di lezione mentre altri vengono tralasciati per svariati motivi.

Gli studi sostengono che un'attento sviluppo delle capacità osservative può essere molto utile nel percorso scolastico favorendo la letto-scrittura.
Inoltre, per uno sviluppo armonico, tutti i sensi dovrebbero essere sollecitati in egual misura mentre nella nostra società l'udito e la vista sono i due sensi predominanti.

lunedì 17 settembre 2012

Trekking in Valle d'Aosta: Arolla

Sabato abbiamo vissuto quest'esperienza del trekking fotonaturalistico dalla frazione di Lillaz (Cogne) al casotto del guardaparco all'Arolla.

La partenza del sentiero numero 15 si trova nella immediate vicinanze del camping.
Come ci ha spiegato la nostra guida in Valle d'Aosta i sentieri sono segnati in giallo, mentre i caratteristici segni rosso/bianchi indicano il confine tra proprietà privata e proprietà pubblica e seguono quindi le mappe catastali. Inoltre i numeri dei sentieri ripartono da 1 in ogni singola vallata, quindi in caso di problemi per essere rintracciati oltre al numero del sentiero è necessario indicare anche la valle in cui ci si trova e possibilmente anche l'altitudine (segnalando quanto si è più o meno distanti dalla linea del bosco).


Il tratto iniziale, dopo un primo tratto in salita su strada sterrata, giunge ad un ponticello che dovrebbe segnare, in inverno, l'inizio dell'anello di fondo.


Dopo pochi passi il sentiero inizia a salire sulla destra, lasciando a sinistra sul lungofiume la pista di fondo.
Da qui il sentiero sale più o meno dolcemente seguendo il vallone della Valeille offrendo bellissimi scorci sulle montagne circostanti.


Dopo circa un'ora e mezza di cammino il sentiero si divide ed inizia a scendere verso il fiume che abbiamo riattraversato su di un ponte di legno. Questo punto segna la fine del sentiero "pianeggiante", da qui il tracciato inizia ad inerpicarsi ripido fino a quota 2258 m affrontando in pochi chilometri 300 m di dislivello.


La salita, almeno per noi che non sia allenati, è stata veramente dura, anche perché sino all'ultimo non si vede l'arrivo.
Il casotto dell'Arolla viene abitato per alcuni periodi dal guardaparco, che da qui parte per perlustrare le montagne vicine abitate da stambecchi, daini, aquile, ... Purtroppo, a causa del caldo, noi non abbiamo potuto vedere nessun animale.


La guida ci ha spiegato che gli ungulati sono privi di ghiandole sudoripare e per questo si spostano sui versanti delle montagne per far aumentare/diminuire la temperatura corporea.
Sulle montagne, sotto il livello dei pascoli alpini, si possono invece scorgere i nidi delle aquile. Il posizionamento dei nidi è dovuta al fatto che le aquile, in questo modo, possono trasportare le prede "in discesa".

venerdì 14 settembre 2012

Corso di fotografia

Domani, io e la "mia metà", andremo a fare un piccolo corso di fotografia naturalistica di un giorno in Valle d'Aosta.
Il trekking fotonaturalistico è organizzato da Altre Luci che, per questo appuntamento, prevede la partenza da Cogne a cui seguirà una passeggiata immersi nella natura (con pranzo al sacco). Dopo la ridiscesa a valle è prevista una lauta merenda e un assaggio di tecniche di editing sulle foto scattate.

L'escursione che affronteremo partirà da Lillaz, frazione di Cogne famosa per le sue cascate, e terminerà al casotto del guardaparco ad Arolla passando più volte per caratteristici ponticelli di legno su torrenti alpini. Praticamente seguiremo questo percorso.


martedì 7 agosto 2012

Love of learning: idee per un laboratorio di lettura

Se penso ad un laboratorio di lettura per bambini della scuola primaria il primo autore che mi viene in mente è di sicuro Gianni Rodari; scrittore, pedagogista e giornalista italiano specializzato proprio in testi per bambini e ragazzi.


Per gli insegnati di tutti gli ordini e gradi che avessero il desiderio di stimolare la "fantastica" dei propri alunni Rodari scrisse la "Grammatica della fantasia" un testo/manuale in cui l'autore riporta su carta le sue esperienze di laboratori creativi svolti nelle scuole, soprattutto di Reggio Emilia.

In un percorso di lettura si potrebbe far sperimentare ai bambini il percorso creativo dello scrittore di Omegna partendo proprio da alcuni dei suoi lavori:
  • binomio fantastico 
    Il primo prodotto "finito" che Rodari ci ha lasciato, nasce da questa tecnica:
    "Prendete due parole, le prime due che vi vengono in mente. Esempio: pianta e pantofola. Mescolatele, ne uscirà il titolo: "La pianta delle pantofole"…
    Di questa storia Rodari ci ha fornito addirittura cinque versioni - delle quali quattro ancora rimaste inedite - più altri schemi sparsi qua e là nei suoi incontri con gli insegnanti.
    La quinta versione, quella che vi propongo, è stata pubblicata nella rubrica dedicata ai bambini "La domenica dei piccoli"… con finale aperto. Si tratta quindi di un prodotto che ha una sua storia significativa ed inoltre è già pronto all’uso.
Il contadino Pietro andò un mattino nel suo frutteto con l'intenzione di cogliere delle mele. La pianta delle mele era in mezzo a un prato e, mentre le si avvicinava, Pietro vide tra le foglie delle macchie di diversi colori: blu, giallo, rosa e viola. - Diavolo - pensò - non ho mai visto delle mele azzurre, cosa sarà? Giunto vicino alla pianta, il mistero diventò chiaro d'un tratto: tra i rami e le foglie penzolavano in bell'ordine dondolando al fresco vento, centinaia di pantofole. - A chi sarà venuto in mente di attaccare tante pantofole alla mia pianta? - si domandò Pietro. Salì sulla pianta per esaminare bene la cosa, e si accorse che le pantofole erano attaccate ai rami per mezzo di un gambo sottile, insomma che le pantofole erano cresciute sulla pianta al posto delle mele. Pietro non credeva ai propri occhi. Si pizzicò forte una gamba per sentire se era ben sveglio. Non c’era dubbio, non stava sognando. Pietro considerò a lungo quelle strane pantofole. Ce n'erano di tutti i tipi: con il fiocco, con la fibbia, con la doppia suola, con il pelo dentro e così via. Che fare?
  • Visto che sono tornata a casa oggi da un'operazione alle tonsille questo limerik di Rodari sembra fare al caso mio...
Una volta un dottore di Ferrara
Voleva levare le tonsille a una zanzara.
L'insetto si rivoltò
E il naso puncicò
A quel tonsillifico dottore di Ferrara

  • lettura di un racconto
    Tanti e bellissimi sono i racconti scritti da Rodari che partono soprattutto dai due espedienti menzionati prima. Tra i tanti io consiglio se si ha un po' di tempo "Cipollino nel paese dei bugiardi", mentre se il tempo di lettura è ristretto si può proporre una qualunque delle "Favole al telefono".



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venerdì 3 agosto 2012

Venerdì del libro: Manuale di Piccolo circo

Dopo un po' di assenza eccomi a presentare un nuovo libro per la bellissima iniziativa settimanale di Homemademamma.


Questo libro, adattissimo per il periodo estivo quando magari si vuole proporre qualche cosa di diverso dal solito a bambini più o meno grandi, è dedicato anche agli adulti che vogliano dare maggiore efficacia ad uno dei diritti fondamentali dei bambini: il diritto al gioco.
«Il piccolo circo di cui mi onoro di parlarvi non è quasi mai assurto alla gloria, né alle accademie, è stato spesso mal visto da potenti e autorità. Eppure ha origini ancora più nobili e antiche: è nato quando il primo uomo ha gridato di gioia, ha fatto un salto, ha lanciato in aria l’oggetto che aveva in mano… e lo ha ripreso al volo! Gli artisti di piccolo circo sono nientemeno che discendenti di re Davide il quale saltava e ballava attorno all’Arca, discepoli di Tespi che errava con il suo carro-teatro, eredi di Saltimbanchi, dei Teatranti di strada, dei Commedianti dell’Arte, dei Giullari… Quella di piccolo circo è un’arte che si tramanda non da genitori a figli ma da compagno a compagno, non lascia né grandi tracce né dinastie, anzi, sembra scomparire per poi riaffiorare sempre uguale, sempre diversa… sempre vitale».
E' questo il "Piccolo circo" per Claudio Madia che, insieme alla moglie, ha fondato una delle più importanti scuole di circo a Milano.

Il manuale, spiega in modo semplice tutte le più grandi discipline che riguardano l'uomo (giocoleria, clowneria, acrobatica, ...) nasce da anni di studio e sperimentazione di Claudio Madia sia nelle piazze che sotto i riflettori del palcoscenico e, attraverso bellissime immagini di Annalaura Cantone, offre ai giovani lettori i primi rudimenti per "mettere su uno spettacolo circense".

sabato 28 luglio 2012

Centro estivo: quarta settimana

Si è da poco conclusa la quarta ed ultima settimana di centro estivo.
Questa settimana non abbiamo lavorato su nessun quadro, ma abbiamo ripreso un po' tutti gli argomenti trattati approfondendoli in vista del progetto creativo finale che è andato in scena venerdì pomeriggio.

Per i molti genitori e nonni intervenuti abbiamo allestito un "Museo interattivo" in cui bambini ed opere d'arte interagivano tra loro per presentare agli ospiti il nostro percorso.
La mostra si è aperta con la stanza primitiva in cui si è illustrato il metodo di preparazione dei colori, i soggetti pitturati e la musica tribale.


Per il body painting dei giovani primitivi ci siamo ispirati ad un popolo Brasiliano celebrato in questo disco dei Sepoltura.

La seconda stanza è stata dedicata a Guernica: i genitori sono stati accolta dal rumore delle bombe a cui è seguita la presentazione del quadro, la visione di alcuni filmati su cui dei bambini recitavano e l'animazione con la tecnica delle ombre cinesi della famosissima canzone contro la guerra "Imagine" di Jonh Lennon.

Sempre in questa stanza è stato presentato l'"Urlo" di Munch: dei bambini hanno parlato della paura all'interno di cornici, urlato e invitato i propri genitori ad urlare per esprimere le proprie emozioni.

L'ultimo quadro presentato dal gruppo delle elementari/medie ai genitori è stato il "Quarto stato": abbiamo ricreato in quadro in una specie di diorama vivente. I tre bambini in primo piano (da noi due femmine ed un maschio) hanno spiegato il loro ruolo di rappresentanti, hanno letto i "diritti dei bambini" che avevano scritto e consegnato al Sindaco ed infine una ragazzina ha cantato "Non è l'inferno" di Emma Marrone.


Dopo una parte dedicata ai bambini del gruppo della scuola dell'infanzia il finale ha visto coinvolti tutti e due i gruppi che sulle note di "We are the world" si è disposto sulla scalinata principale per salutare i genitori.

Per questo progetto creativo, che sembra molto impegnativo, in realtà sono state necessarie solo "due prove" svolte entrambe venerdì mattina: questo è stato possibile perché i bambini, avendo già vissuto e sperimentato durante le settimane di centro estivo sapevano benissimo quale fosse il senso di ogni loro gesto o parola e proprio per questo hanno potuto dare il meglio.

venerdì 6 luglio 2012

Centro estivo: prima settimana

Lunedì ho iniziato a lavorare in un centro estivo organizzato da un comune astigiano per i bambini della scuola dell'infanzia a primaria. In particolare io mi occupo della scuola elementare e come tema abbiamo "l'arte" ed in particolare la pittura.

Il tema portante della prima settimana sono state le "pitture rupestri" e su questo tema sono stati studiati temi e laboratori.


Dopo aver spiegato a tutti questo tipo di arte primitiva abbiamo sperimentato:
  • i graffiti con i gessetti, le foglie, i petali di fiori, ...
  • la creazione di "tempere" partendo da elementi naturali (vino, zafferano, caffè, the, petali di rosa, terra, foglie ed erba, fragole, ...)
  • percussioni
  • il body painting con l'utilizzo di cenere (abbiamo incenerito dei tappi di sughero)

I giochi sono stati centrati soprattutto sulla conoscenza e la formazione del gruppo. Un momento molto aggregante è stato soprattutto quello della piscina: i grandi hanno sperimentato diversi tipi di tuffi, nuotato un po', chiacchierato, ...