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lunedì 12 agosto 2013

Attività all'aria aperta: Santuario di San Romedio

Lungo la statale che collega Sanzeno (TN) a Romeno (TN) si trova il Museo Retico, centro per l'Archeologia e la Storia Antica della Valle, dove si può lasciare l'auto (il parcheggio è sulla destra, venendo da Sanzeno, appena prima del museo).
L'itinerario ha inizio di fronte al Museo dove è ben visibile una passerella in legno con le indicazioni per il Santuario di San Romedio. La passeggiata prosegue tra i meleti prima e nel bosco poi fino a raggiungere la parete rocciosa del canyon di San Romedio.


La passeggiata prosegue pianeggiante sfruttando il vecchio canale irriguo scavato nella roccia a metà del 1800 e messo in sicurezza grazia ad un massiccio parapetto. A volte il passaggio risulta basso quindi bisogna fare attenzione a non sbattere la testa.
La passeggiata è sempre in piano fino a quando si incontra una scalinata di legno che porta alla strada asfaltata che in pochi minuti raggiunge il parcheggio del Santuario.


Il santuario di San Romedio è un santuario dedicato alla figura di San Romedio, situato su un ripido sperone di roccia nel territorio del comune di Coredo.
Il santuario è costituito da cinque chiese costruite nell'arco di circa novecento anni fra il 1000 e il 1918. Le chiese sono state costruite a ridosso di una ripida parete di roccia e sono unite tra loro da un centinaio di ripidissimi gradini.


Nel cortile sottostante il santuario è ospitato un orso, nato e vissuto sempre in cattività.
La figura dell'orso richiama la leggenda che vede come protagonista il santo:
Romedio visse tra il IV e il V secolo, erede di una ricca famiglia bavarese, signore di un castello nei pressi di Innsbruck e proprietario di saline nella valle dell’Inn; dopo un pellegrinaggio a Roma, donò tutti i suoi beni alla chiesa, ritirandosi in eremitaggio nella Val di Non in alcune grotte esistenti ancora oggi nei pressi del santuario. Lo seguirono due compagni, Abramo e Davide. Un giorno, dovendo recarsi a Trento per salutare il vescovo della città, chiese a Davide di sellargli il cavallo: il discepolo tornò con la notizia che un orso aveva sbranato il cavallo, ma Romedio non si scompone e gli ordinò di sellare un orso, che docilmente si lasciò mettere la sella, conducendo Romedio fino a Trento.


Informazioni:
- partenza ed arrivo: Sanzeno
- tempo di percorrenza a/r: 1:45 ore
- difficoltà: facile
- lunghezza: 6 km
- dislivello: 120 m
- quota massima: 770 m
- punto di ristoro: nel paese di Sanzeno e piccolo ristoro all'interno del Santuario

Nei mesi di luglio ed agosto non si può raggiungere il Santuario in auto. Un servizio di navette è stato istituito da e per il Santuario (1,50 euro a tratta).

Con la Guest Card Trentino è possibile visitare gratuitamente il Museo Retico (15 sezioni che ripercorrono la storia della Valle più una mostra temporanea sulle vicende che hanno caratterizzato i ritrovamenti a Sanzeno)

mercoledì 22 maggio 2013

Santa Rita da Cascia

Noi in parrocchia l'abbiamo festeggiata ieri ma ricorre oggi Santa Rita da Cascia.


Margherita Lotti nacque a Roccaporena, un borgo vicino a Cascia (PG), nel 1381, da genitori molto anziani che nella città umbra si prodigavano a mettere pace tra le fazioni guelfe e quelle ghibelline.
Il primo evento miracoloso raccontato dalla tradizione sulla vita di Santa Rita è la leggenda delle api, che avrebbero deposto il loro miele sulle labbra della piccola ancora in culla.

In giovane età Rita desiderava farsi suora ma i genitori la indirizzarono verso un matrimonio organizzato con Paolo Mancini, ufficiale comandante della guarnigione di Collegiacone. Da Paolo Rita ebbe due gemelli: Giacomo Antonio e Paolo Maria.
Dopo circa diciott'anni di matrimonio il marito di Rita venne ucciso, probabilmente da ex-amici per rancori passati, in piena notte mentre rincasava. Rita perdonò subito gli assassini di suo marito ma si angosciò profondamente quando capì che i figli avevano tutte le intenzioni di vendicare il padre. Si affidò allora alla preghiera, auspicando addirittura la morte fisica dei suoi figli piuttosto che vederli responsabili di atti di violenza. Poco tempo dopo Giacomo Antonio e Paolo Maria si ammalarono contemporaneamente ed entrambi morirono.

Ormai rimasta sola Rita tentò per tre volte di entrare nel Monastero di Santa Maria Maddalena ma solo alla quarta riuscì ad entrare grazie alla sua fede che impedì lo spargimento di altro sangue ponendo pace tra la famiglia del marito e quella dell'assassino. La leggenda vuole che Rita fu portata in volo dentro le mura del convento dai suoi tre santi protettori dallo scoglio di Roccaporena.


Nella nostra parrocchia si usa benedire per tradizione dei mazzi di rose in questa occasione che vengono poi donati alle donne presenti alla funzione. Questa usanza sembra avere due origini:
  • le spine delle rose ricorderebbero la spina della corona di Cristo che Rita ricevette sulla fronte dopo aver partecipato alle celebrazioni di una passione officiata da Fra Giacomo della Marca;
  • la leggenda racconta che prima di morire Santa Rita chiese a sua cognata di portarle una piccola rosa nata in un anfratto vicino a Roccaporena.

venerdì 23 marzo 2012

Via Crucis con meditazioni musicali

Questo pomeriggio, grazie alla segnalazione di una mia vicina di casa, ho partecipato ad una Via Crucis molto particolare svolta presso la Chiesa del Sacro Cuore dei Padri Gesuiti all'Aloisianum di Gallarate.

Come riporta il consegnato ingresso quello che si andato a svolgere stata una "meditazione musicale commenta delle stazioni della Via Crucis".

Gli animatori liturgici; che cambiano ogni venerdì; oggi sono stati:
  • Giona Saporiti (flauto)
  • Luisella Bossi (clavicembalo)
  • Coro Anemos diretto da Paolo Castagnone
  • Giacomo Macchi (organo)
Vi propongo ora la scaletta delle riflessioni musicali che hanno accompagnato ogni stazione della Via Crucis. Questa modalità non ha dato vita né ad un concerto né ad una rappresentazione teatrale: parole e musica sono state abbinate per favorire la meditazione personale.
  1. Gesù nell'orto degli ulivi (Marco 14, 32-36)



  2. Gesù, tradito da Giuda, è arrestato (Marco 14, 45-46)



  3. Gesù è condannato dal Sinedrio (Marco 14,55. 60-64)



  4. Gesù è rinnegato da Pietro (Marco 14, 66-72)



  5. Gesù è giudicato da Pilato (Marco 15, 14-15)



  6. Gesù è flagellato e coronato di spine (Marco 15, 17-19)



  7. Gesù è caricato della croce (Marco 15, 20)


    Prima parte

  8. Gesù è aiutato dal Cireneo a portare la croce (Marco 15, 21)


    Seconda parte

  9. Gesù incontra le donne di Gerusalemme (Luca 23, 27-28)



  10. Gesù è crocifisso (Marco 15, 24)



  11. Gesù promette il suo regno al buon ladrone (Luca 23, 39-43)


    Prime due strofe

  12. Gesù in croce, la madre e il discepolo (Giovanni 19, 26-27)


    Terza strofa e Amen

  13. Gesù muore sulla croce (Marco 15, 33-39)



  14. Gesù è deposto nel sepolcro (Marco 15, 40-46)



  15. Conclusione


venerdì 9 marzo 2012

Venerdì del libro: Il libro di Giuditta

Ieri, giornata delle donne, ho partecipato ad un incontro "femminile" nella mia parrocchia dove il Parroco (don Stefano) ha presentato il "Libro di Giuditta", un testo riconosciuto dalla tradizione cristiana ma non in quella ebraica.
La figura di Giuditta (che significa "ebrea" ed è il femminile di Giuda) completa le altre figure femminili presenti nell'Antico Testamento: Rut (esemplificazione della vita comune), Ester (cortigiana), ...

Giuditta e Oloferne, Caravaggio (1599)

Il libro è composto di 16 capitoli; storicamente non attendibili e totalmente inventati; in cui viene raccontata la storia dell'ebraica Giuditta che, grazie all'inganno, è riuscita a sconfiggere Oloferne, generale assiro agli ordini di Nabucodonosor.
Il libro è chiaramente frutto della fantasia dell'autore in quanto Gerusalemme viene presentata come una città circondata da alture a cui si accederebbe solamente tramite una gola in cui sorgerebbe la città di Betulia in cui sarebbe abitata Giuditta. Anche Nabucodonosor viene citato come "simbolo" del nemico e nella sua persona impersona il nemico babilonese (suo reale popolo) e quello assiro (a cui viene attribuito come sovrano nel Libro di Giuditta).
Il testo deve quindi essere letto ed interpretato nel suo significato simbolico.

In questo racconto la protagonista è una giovane donna, molto avvenente, ricca, vedova ma su cui non pende l'ombra del pettegolezzo data la sua rettitudine.
Questa giovane rimane fedele a Dio anche quando tutta Gerusalemme si considera ormai spacciata di fronte alle truppe assire che la circondano. Giuditta prega il Signore di trovare la forza di sconfiggere gli invasori e così sarà: dopo una notte di festa Giuditta decapita Oloferne rendendo le truppe prive di una guida e facili prede del piccolo esercito ebreo.

Tintoretto

La morale del racconto, creato ad oc, è quella di confidare nel Signore anche nelle situazioni che appaiono disperate e senza uscita: gli Ebrei avevano deciso di arrendersi dopo un digiuno di cinque giorni ma la tenacia di una donna li ha salvati dall'ennesimo tentativo di invasione.

Il racconto termina con la donazione, da parte di Giuditta, di tutti i tesori assiri al tempio di Gerusalemme.


Con questo post partecipo al "Venerdì del libro" di homemamdemamma.com

mercoledì 1 febbraio 2012

La Candelora

Per la santa Candelora
se nevica o se plora
dell'inverno siamo fora;
ma se l'è sole o solicello
siamo sempre a mezzo inverno

Questo antico proverbio popolare si riferisce alla festività della Candelora che si festeggia domani un po' in tutta Italia.


Il termine Candelora richiama la tradizione di benedire le candele; prima di accenderle; e di portarle in processione.


La Chiesa Cattolica festeggia, in questa ricorrenza, la presentazione al Tempio di Gesù. La festa è anche conosciuta come la Purificazione di Maria, perché secondo la legge ebraica una donna era considerata impura per 40 giorni dopo il parto di un maschio e doveva andare al Tempio per purificarsi.

martedì 24 gennaio 2012

La Shoah e l'educazione alla cittadinanza

Il tema della Shoah è essenziale per educare al rispetto dell'altro e per non dimenticare. Per comprendere la Shoah, però, sono necessarie conoscenze storiche accurate se no si rischia che le testimonianze cadano nel vuoto. La conoscenza storica deve essere affiancata da una riflessione che richiami temo attuali, come il bullismo.


Un percorso pedagogico su questi temi dovrebbe fondarsi su quattro pilastri:
  • partire dalle "storie";
  • contestualizzare;
  • analizzare le parti in gioco;
  • fornire le capacità per leggere i fatti e proiettarli nel presente.

Lo Yad Vashem International School for Holocaust propone da anni una proposta educativa che tocca queste semplici domande:
  • chi sono gli Ebrei prima, dopo e durante la guerra?
  • chi sono gli astanti? Qual'è il loro comportamento?
  • qual'è la vita quotidiana durante la Shoah?
  • quali sono i fatti successivi alla liberazione?
Naturalmente questo percorso deve essere commisurato all'età dei bambini: si parte da un'attenzione all'individuo (5-7 anni), per passare poi alla famiglia, alla comunità ed infine alla storia (18 anni circa).
Utili, in questi percorsi, sono i documenti visivi e narrativi (vanno preferiti i documenti veri a quelli realistici). A questo proposito vi segnalo il sito del museo dell'Olocausto americano in cui è possibile trovare, ad esempio: alcune carte identificative, foto organizzate per argomenti, ...

giovedì 5 gennaio 2012

Befana o Epifania?

Domani , 6 gennaio, si festeggia l'Epifania (come è chiamata dai Cristiani) o la Befana, come si è soliti chiamare questo giorno in modo un po' più pagano.

L'adorazione dei Magi, Giotto

Il termine "Epifania" è molto antico e deriva dal greco "rendersi manifesti", "manifestarsi". Inizialmente questa parola indicava tutte le manifestazioni delle divinità pagane, ma dal III secolo i cristiani iniziarono ad utilizzare questo termine per ricordare le manifestazioni divine di Gesù. Oggi, questa parola indica solo la prima manifestazione pubblica di Gesù, cioè l'incontro con i Magi.

Domani, in tutte le chiese, verrà letto il Vangelo di Matteo che testimonia proprio questo primo incontro:

Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele”».
Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo».
Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.

A questo incontro sono state dedicate molte opere artistiche, che testimoniamo l'importanza di questo incontro per la cultura occidentale.

Adorazione dei Magi

Adorazione dei Magi

Adorazione dei Magi

File:Altare del duca ratchis, 730-740, cividale museo cristiano 3.jpg


Per i più piccoli ci tengo a segnalarvi questa canzone cantata per la prima volta durante lo Zecchino d'Oro del 1979.




Ed ora parliamo un po' dell'aspetto più "pagano": la "befana".


Il termine "Befana" sembra nato da un errore lessicale che ha trasformato "Epifania" in "Befania" e quindi in "Befana".
La tradizione folkloristica italiana e non solo rappresenta la Befana come una vecchia signora che, volando su di una scopa, fa visita ai bambini per riempire le calzine lasciate appese al camino o vicino ad una finestra.

giovedì 3 novembre 2011

Calendario dell'Avvento

Quest'anno, per realizzare il mio calendario dell'Avvento ho deciso di utilizzare le perline Pyssla acquistate all'Ikea.


Seguendo degli schemi per il punto croce ho realizzato questi 25 soggetti natalizi, con l'accortezza di lasciare un piccolo foro per inserire un pezzo di filo da pesca.
Ogni giorno, dal Primo di Dicembre, una piccola decorazione verrà appesa vicino al camino per segnare l'avvicinarsi del Natale.

Ecco qualche piccolo consiglio:
  • scegliete soggetti piccoli perché, rispetto al punto croce, utilizzando le perline vengono molto più grandi. I miei decori hanno all'incirca l'altezza di 15 punti;
  • per stirare le perline io preferisco usare la carta da forno piuttosto che i foglietti di carta che vengono venduti insieme ai teleietti. Questo perché la carta da forno mi sembra più resistente e soprattutto può avere dimensioni maggiori;
  • nel caso in cui il disegno da voi scelto risulti troppo grande non disperate: potete realizzare il progetto in due parti e, dopo aver stirato una lato di perline separato, unire le parti per creare il soggetto intero stirandolo (io ho fatto così per il cappello da Babbo Natale);
  • sulle creazioni possono essere aggiunti brillantini, glitter e colle colorate dopo aver stirato il progetto da entrambi i lati. Allo stesso modo possono essere aggiunti dettagli con i pennarelli indelebili.

lunedì 19 settembre 2011

Gesuiti a teatro - pedagogia dell'azione scenica

I primi, storicamente, ad utilizzare il teatro per formare l'uomo in campo etico, religioso e retorico sono stati i Gesuiti.
I Gesuiti, fondati nel 1540 da Sant'Ignazio di Loyola, nascono con un intento missionario ma già nel 1548 viene aggiunta la vocazione educativa inizialmente per la formazione degli stessi Gesuiti e successivamente (1549) anche per gli esterni: nobili e figli della ricca borghesia.

Il teatro gesuitico ha una fortissima finalità educativa mentre manca una finalità ludica, anche se questo non significa che i partecipanti possano divertirsi. Il teatro rientra in quell'usanza che prende io nome di "strategia del visivo" nella quale rientrano, ad esempio, anche le vetrate.


Sottesa a quest'usanza sta una filosofia che vuole che tutto ciò che entra nelle mente deve prima passare per i sensi, in altre parole i sensi concorrono all'attivazione intellettuale. Inoltre, la pedagogia gesuitica promuove la ragione e l'immaginazione.

Particolarità del teatro gesuitico sono:
  • l'utilizzo dei miti classici "piegati" alle virtù cristiane;
  • la padronanza della retorica;
  • i temi messi in scena riguardano testi biblici, vite dei santi e dei principi cattolici;
  • l'uso della musica come linguaggio universale per arrivare a Dio.
Il programma scolastico dei collegi gesuitici prevedeva tre rappresentazioni teatrali all'anno. I copioni, scritti dai ragazzi durante il laboratorio teatrale, dovevano essere redatti rigorosamente in latino. La finalità educativa del laboratorio era quella di favorire, accanto all'uso della lingua latina, l'autocontrollo e l'autoregolazione delle passioni.

Un altro momento organizzato dall'ordine Gesuita sono le feste religiose e politiche. In questi eventi barocchi il mondo viene considerato un palcoscenico in cui "attori" e "personaggi" coincidono. Il mondo è il teatro della battaglia tra le milizie di Cristo e quelle di Satana. Il questa lotta un ruolo essenziale è dato dall'arte che ha il potere di avvicinare a Dio.


Nel '700, prima che l'ordine venga sciolto, viene recuperata la "parola razionale".
Padre Parhammer sottolinea come sia importante capire piuttosto che imparare memoria. In quest'epoca il bello è il "logico", "l'ordinato razionalmente".
Parhammer, nelle sue missioni, non utilizza sussidi didattici che colpiscono i sensi ma la ragione che, nella sua filosofia, colpirebbe maggiormente e produrrebbe cambiamenti più duraturi. Pedagogicamente, inoltre, gli interventi venivano calibrati a seconda dell'età dei partecipanti.
Nell'orfanotrofio viennese gestito dal gesuita alcune sono le peculiarità:
  • il teatro viene sostituito da un'educazione militare;
  • grande importanza viene data alla musica e al canto e, addirittura, Mozart si esibirà dirigendo l'orchestra dell'orfanotrofio;
  • la cappella dedicata a Maria ha una struttura che risponde ad un'ottica di "pedagogia visiva".
Quest'esperienza, molto amata dal popolo, verrà interrotta da Giuseppe II che soppresse tutte le manifestazioni barocche e laicizzò la figura del sovrano e dell'esercito.

Conoscere questa concezione pedagogica è utile per riflettere sulla situazione contemporanea. Oggi, infatti, la componente educativa è andata via via scemando soppiantata dalla sola componente ludica. In particolare andrebbe recuperato il "processo creativo teatrale" che, come avevano già capito nel '500 , è educativo a prescindere dal tema che viene trattato nella messa in scena.

mercoledì 10 agosto 2011

La notte di San Lorenzo


Da molti anni il 10 Agosto è dedicato al martirio di San Lorenzo e le stelle cadenti rappresentano le lacrime versate dal santo durante il suo supplizio, che vagano eternamente nei cieli e scendono sulla Terra solo il giorno in cui Lorenzo morì, creando un'atmosfera magica e piena di speranza.


Scientificamente la caduta delle stelle è da imputarsi al passaggio, all'interno dell'orbita terrestre, degli asteroidi della costellazione Perseo.

Questa notte magica ha ispirato moltissimi poeti, ma il più famoso è certamente Giovanni Pascoli che compose "X Agosto" in onore del padre ucciso proprio in questa data nel 1867, quanto il poeta aveva solo undici anni.


San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l'aria tranquilla
arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.

Ritornava una rondine al tetto:
l'uccisero: cadde tra i spini;
ella aveva nel becco un insetto:
la cena dei suoi rondinini.

Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell'ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.

Anche un uomo tornava al suo nido:
l'uccisero: disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono.

Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.

E tu, Cielo, dall'alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh! d'un pianto di stelle lo inondi
quest'atomo opaco del Male!


A questa notte di è ispirato anche Cristiano De André per comporre "La notte di San Lorenzo" (1995)




Ecco qualche idea da realizzare per festeggiare questa notte in cui tutto sembra diventare possibile:

giovedì 21 aprile 2011

La Settimana Santa

La Settimana Santa è la settimana in cui il Cristianesimo celebra gli eventi di fece correlati agli ultimi giorni di Gesù, ed in particolare la sua passione, morte e resurrezione.
In tutto il mondo è chiamata Settimana Santa quella che va dalla Domenica delle Palme al Sabato santo che precede Pasqua, cioè la domenica in cui viene ricordata la Resurrezione dai morti di Cristo.

La Settimana si apre con la Domenica delle Palme nella quale si celebra l'entrata trionfale di Gesù a Gerusalemme. Nella liturgia cattolica in questa occasione viene letta la Passione di Gesù secondo l'Evangelista corrispondente al ciclo liturgico che si sta vivendo.
In quest'occasione è tradizione che i fedeli portino a casa un rametto di ulivo o di palma benedetti, per conservarli quale simbolo di pace.

Lunedì, Martedì e Mercoledì la Chiesa ricorda soprattutto il tradimento di Giuda.

Nel pomeriggio Giovedì Santo inizia il cosiddetto "Triduo Pasquale". In questo giorno viene celebrata la Messa in Cena Domini in cui viene ricordata l'Ultima Cena di Gesù, l'istituzione dell'Eucarestia e del sacerdozio. Viene inoltre riproposta la lavanda dei piedi effettuata da Cristo durante l'Ultima Cena.
Al termine della celebrazione gli altari verranno lasciati spogli, senza ornamenti e fiori, e le campane "legate".

Venerdì è il giorno delle morte di Gesù sulla croce. La chiesa celebra verso le tre del pomeriggio la Passione.

Il Sabato Santo si è soliti non celebrare l'Eucarestia. Viene invece celebrata la Liturgia delle Ore. Nella notte si celebra invece la solenne Veglia pasquale che, nella chiesa cattolica è la più importante celebrazione di tutto l'anno liturgico.


Risorse per vivere la Settimana Santa anche con i bambini:

lunedì 14 marzo 2011

San Patrizio

May the road rise to meet you,
may the wind be always at your back,
may the sun shine warm upond your face,
and the rains fall soft upond your fields and,
until we meet again, may God hold you in the palm of His hand.

Il 17 Marzo, soprattutto in Irlanda, verrà festeggiato San Patrizio.
Patrizio d'Irlanda, nato con il nome di Maewyin Succat, scelse successivamente in nome latino di Patrizio, fu vescovo e missionario irlandese di origine scozzese.


Per la verità non si hanno molte informazioni su San Patrizio. Nacque in Scozia intorno al 385; figlio di una nobile famiglia, fu rapito e venduto come schiavo ad un pastore irlandese. Dopo anni di lavoro, imparò il Gaelico e riuscì a recarsi prima in Gran Bretagna e poi in Francia e Italia, dove poté iniziare a studiare. Al suo ritorno in Irlanda, divenuto vescovo, iniziò a convertire la popolazione dal paganesimo al cristianesimo, così come volle Papa Celestino. La sua morte è avvenuta il 17 Marzo 461.
Attorno alla sua figura sono sorte numerose leggende, per esempio sull'isola d'Irlanda non ci sarebbero più serpenti da quando San Patrizio li cacciò in mare oppure il celebre pozzo di San patrizio, il pozzo senza fondo, da cui si aprivano le porte del Purgatorio.


Nelle leggende di San Patrizio è presente anche il simbolo dell'Irlanda, il trifoglio. Grazie al trifoglio, si racconta infatti, San Patrizio avrebbe spiegato agli irlandesi il concetto della Trinità, sfogliando le tre piccole foglie legate ad un solo stelo.
Tutte queste leggende hanno influenzato l'idea di San Patrizio che è giunta fino a noi: mentre guida i serpenti fuori dall'Irlanda; mentre predica con un serpente arrotolato attorno al suo bastone pastorale; con un trifoglio in mano; con libro e penna, i diavoli ai suoi piedi e un angelo sopra di lui.

Materiali:
Lavoretti semplici di San Patrizio (istruzioni in inglese)
Attività e disegni da colorare e stampare

mercoledì 9 marzo 2011

Mercoledì delle ceneri

Oggi, per il calendario liturgico romano, è il Mercoledì delle Ceneri.
Come un cappotto che ci viene messo addosso inizia il tempo della Quaresima, perché il calendario ci dice così: è il 9 Marzo



Durante la celebrazione del Mercoledì delle Ceneri il celebrante sparge un pizzico di cenere benedetta sul capo e sulla fronte dei fedeli per ricordare loro la finitezza della vita terrena e per spronarli all'impegno penitenziale della Quaresima.

Come accade per tutte le maggiori celebrazioni liturgiche, anche il Mercoledì delle Ceneri può vantare una serie di curiosità e usanze particolari riservate a questo giorno. A cominciare dal nome proprio Cenerina, Cenerino al maschile, per passare alla tradizionale scampagnata sul Monte Somma in Campagna.
In alcune parti d'Italia, inoltre, il Mercoledì delle Ceneri è vissuto in modo più "trasgressivo" in quanto considerato come ultimo giorno di Carnevale.

Questa festività è stata fonte di ispirazione per vari artisti come ad esempio:



Mercoledì delle ceneri (R. Tommasi Ferroni)

Ma anche film, romanzi, poemi e album.


Materiali:
Il rito delle Ceneri spiegato ai più piccoli